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Bersaglio nucleare (Edizioni Progetto Cultura). Un libro costruito con un abile meccanismo a orologeria: un timer innescato scandisce con ritmo ossessivo il passare dei giorni e il susseguirsi degli eventi sino all’epilogo. Il lettore, pagina dopo pagina, viene scaraventato con meticolosa perizia documentale in una realtà fatta di armi sempre più sofisticate, astute spie, complicati giochi d’equilibrio politico nazionale e internazionale. Una storia fantasiosa, costruita su una solida base di dati storici e tecnici - certificata dal glossario riportato in appendice - quasi a voler mostrare al lettore uno “scenario possibile”, espressione usata dagli esperti militari. Compito della società, ovvero di tutti noi, sarebbe adoperarci perché non si realizzi mai questa possibilità...
Strategia e Tattica - Operazione "Orchad" articolo a cura di Giovanni Caprara per le fotografie tratte da web, esse vengono valutate di pubblico dominio (fonte wikipedia), nel caso gli autori fossero contrari alla pubblicazione, in seguito a segnalazione a info@talentonellastoria.com, verranno prontamente rimosse. facebook, twitter, e-mail, stampa, trasforma in pdf Allo stato attuale, uno degli scenari più complicati appare quello siriano, dove la rivolta popolare ha assunto negli ultimi mesi aspetti preoccupanti, tali da poter destabilizzare l’intero scacchiere mediorientale. La prova di tale condizione, è deducibile dall’intervento della Lega Araba, la quale ha varato misure restrittive nei confronti di Damasco. La Siria si è sempre posta in netta contrapposizione rispetto al Governo israeliano, il quale a sua volta ha tentato di instaurare un legame di collaborazione, non lesinando però azioni di forza. La tensione latente ebbe il suo primo acuto nell’estate del 2003, quando caccia israeliani sorvolarono a bassa quota la residenza del presidente siriano, operazione poi ripetuta nel 2006 su quella estiva di Latakia. Queste azioni dimostrative erano il preludio all’operazione Orchad ben più articolata e letale. La stabilità della regione sussultò nel luglio del 2007, quando Siria ed Iran raggiunsero un accordo commerciale di larga portata in cui lo stato iraniano si impegnava a fornire ai siriani aeromobili di ultima generazione come i MIG 31 ed i SUKHOI 24, a cui si aggiunsero quattrocento carri armati T72, anche questi come i precedenti di fabbricazione sovietica. Era la prova assoluta dell’espansione militare di Damasco che si affiancava ad una evidenza ben più preoccupante: la collaborazione iraniana sulla costruzione di un asset nucleare ad al-Kibar in Siria. Il manufatto, presumibilmente iniziato a costruire nel 2001, era stato immortalato in alcune immagini satellitari da Israele, fotografie poi sottoposte all’attenzione del Presidente americano George W. Bush, il quale ammise successivamente di essere a parte delle preoccupazioni del Governo di Tel Aviv e di un piano per distruggerlo.
A sinistra il Mikoyan MIG-31, caccia intercettore, supersonico di fabbricazione sovietica, il più pesante e veloce caccia al mondo in servizio operativo. A destra il Sukhoi Su-24, bombardiere tattico a bassa quota, di fabbricazione sovietica, velivolo ancora in servizio attivo, molto diffuso e valido.
Una ulteriore conferma
arrivò anche dal Ministro della Difesa tedesco, il quale dichiarò che la
CIA era a conoscenza di tale attività sin dal 2002, insospettita da
movimenti navali nord coreani. Di fatto l’Amministrazione americana
decise di dare corso ad ulteriori investigazioni con l’ausilio dei
satelliti, probabilmente i KH-11, il cui acronimo significa Key
Hole, scoprendo così l’edificio nella zona di Deir ez-Zour. Le
fotografie risaltavano la conformazione del manufatto come del tutto
simile a quelli costruiti proprio dai nord coreani. A tal proposito, è
da sottolineare che gli analisti israeliani avevano già da tempo
registrato l’attracco al porto siriano di Tartus di navi cargo nord
coreane, in particolare quella denominata Al Hamed, osservata il 28
luglio 2007 quando vi fece scalo, e successivamente annotata, in quella
che fu la sua ultima apparizione, il 03 settembre 2007. La prova
definitiva sulle mire nucleari siriane, la si ebbe dall’ex Ministro
della Difesa iraniano il quale costretto a lasciare il suo paese dopo
aspre contrapposizioni al governo di Ahmadinejad, divenne collaboratore
della CIA, denunciando non solo l’espansionismo nucleare del suo paese
ma anche quello siriano in stretta collaborazione con la Corea del Nord
e l’Iran stesso. Le informazioni furono trasmesse agli israeliani, i
quali non erano rimasti inermi; il Mossad aveva già preso le necessarie
precauzioni: il sito di al - Kibar era stato violato da agenti
dell’unità Sayeret Matkal, esperti nello spionaggio e controterrorismo,
gli stessi dell’operazione Entebbe. Questi, travestiti nelle
uniformi siriane, erano penetrati nel sito e raccolsero tutti quei dati
necessari al completamento delle precedenti informazioni. Il tempo della
raccolta dati era così finito.
A sinistra il Tor M1 SA15 è un sistema di lancio missilistico a basse e medie altitudini, a corto raggio per coinvolgere aerei ed elicotteri. Di fabbricazione sovietica, costituì una valida innovazione nel campo bellico. A destra un modello di Pechora di fabbricazione sovietica, sistema di lancio missilistico terra-aria. (Creative Commons Attribution 3.0 License)
Gli F16,
ribattezzati Sufa, ossia tempesta, configurati per missioni SEAD, la
soppressione dei sistemi di difesa, disturbarono le emissioni radar
siriane con i sistemi per le contromisure elettroniche ECM, eludendone
le capacità contraeree, ottenendo così di far transitare gli altri F16
scortati da velivoli F15, rinominati Ra’ am, che significa tuono. Dello stesso autore, Giovanni Caprara, puoi leggere anche...
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Pubblicazione articolo - 14 marzo 2012
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