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Giovanni Caprara è nato a Roma nel 1962. Da sempre appassionato studioso di strategie e tecnica militare, ha effettuato un affascinante percorso in campo radiofonico dal 1981 al 1990 come speaker, commentatore sportivo per network nazionali ed intervistatore per il lancio di nuovi LP di noti cantanti italiani. E' stato inviato al Festival di Sanremo come giornalista nel 1989. Dopo un’esperienza lavorativa nel campo farmaceutico, dal 1996 ha iniziato la sua carriera aeroportuale, fino a ricoprire l’attuale posizione di Coordinatore Operativo Voli in una compagnia aerea. Bersaglio nucleare (Edizioni Progetto Cultura). Un libro costruito con un abile meccanismo a orologeria: un timer innescato scandisce con ritmo ossessivo il passare dei giorni e il susseguirsi degli eventi sino all’epilogo. Il lettore, pagina dopo pagina, viene scaraventato con meticolosa perizia documentale in una realtà fatta di armi sempre più sofisticate, astute spie, complicati giochi d’equilibrio politico nazionale e internazionale. Una storia fantasiosa, costruita su una solida base di dati storici e tecnici - certificata dal glossario riportato in appendice - quasi a voler mostrare al lettore uno “scenario possibile”, espressione usata dagli esperti militari. Compito della società, ovvero di tutti noi, sarebbe adoperarci perché non si realizzi mai questa possibilità...
Strategia e Tattica - Operazione Thunderbolt articolo a cura di Giovanni Caprara fotografie dal web (valutate di pubblico dominio, dove non diversamente indicato, nel caso gli autori fossero contrari alla pubblicazione, in seguito a segnalazione a info@talentonellastoria.com, verranno prontamente rimosse). Nel 1976, la politica espansionistica israeliana proseguiva nella sua finalità di annessione dei territori palestinesi. Le operazioni di confisca si risolvevano sempre in episodi cruenti, non ultimo quello del 30 marzo che sfociò in un bagno di sangue, nel tentativo di sedare una protesta degli indigeni. In questo clima di intolleranza, maturò l’ennesimo tentativo palestinese di opporsi all’egemonia sionista. Alle ore 12.30 del 27 giugno di quello stesso anno, un Airbus 300 della compagnia aerea Air France proveniente da Tel Aviv, decollò dall’aeroporto di Atene alla volta di Parigi.
Le comunicazioni radio con
il volo AF139, subirono una temporanea interruzione, ma tanto bastò a
stimolare l’atavico istinto di sopravvivenza dei servizi segreti
israeliani, che si posero immediatamente in allarme. Tale atteggiamento
fu profetico, infatti l’aereo era stato sequestrato da un gruppo
congiunto di terroristi del FPLP (Fronte Popolare Liberazione della
Palestina) e della fazione tedesca Revolutionare Zellen.
Un airbus 300 della compagnia aerea di linea Air France - Cartina geografica dell'area interessata Ma il Mossad non condivideva l’analisi dei negoziatori, osservando che tutti i passeggeri rimasti nelle mani dei terroristi, erano compatrioti od ebrei. Tale constatazione mise in moto la macchina da guerra israeliana. I rapiti, vennero tutti segregati nel manufatto del vecchio terminal dell’aeroporto ugandese, in attesa degli sviluppi sui negoziati intrapresi. La professionalità e la scaltrezza dei negoziatori tendeva ad intraprendere una finalità precisa, quella di guadagnare tempo. L’errore fondamentale dei terroristi, fu nel non percepire le reali intenzioni israeliane e, soprattutto, nel concedere loro tre giorni di proroga all’ultimatum prefissato. In quel lasso di tempo, infatti, l’esercito sionista mise a punto la sua strategia. Nel quadro di cooperazione con i paesi del continente africano, una ditta israeliana aveva ottenuto nel passato, l’appalto per la costruzione proprio dell’aeroporto di Entebbe. Il Mossad si rivolse ai tecnici che lo avevano progettato e riprodussero la copia esatta in scala del terminal. Per la sicurezza dell’operazione ed evitare fughe di notizie, gli ingegneri rimasero “ospiti graditi” del governo sino al termine dell’impresa. Una delle principali regole dell’intelligence, è reperire la maggior quantità di informazioni sull’obiettivo. Tale attività, è spesso un’arte ed è basata sull’ontologia, un campo di studi che appartiene alla filosofia pura, un insieme di assiomi logici di cui gli agenti devono comprenderne il tipo, le priorità che ne derivano ed eventuali altre esigenze sulle modalità della futura raccolta dati. Le informazioni devono essere classificate, in modo da trasformarle in un oggetto di studio scevro da dubbi sulla veridicità e provenienza. I dati sono divisi fra le Fonti di raccolta, a cui viene assegnata una lettera dalla A alla F, la cui decodifica è “dall’affidabile” al “non classificabile” ed al contenuto, valutato con numeri da 1 a 6 i cui valori corrispondono dal “confermato” al “non classificabile”. Infatti nel classificare un rapporto, è ineluttabile una approfondita conoscenza della fonte dalla quale sono stati attinti i dati e la storia dei suoi precedenti rapporti, questo al fine di giudicare l’attendibilità della fonte stessa. Altra condizione necessaria, è sapere quanto l’agente, che ha raccolto le informazioni, fosse in grado di comprendere la materia trattata ed ancora se la fonte era primaria, ossia se le informazioni riportate sui rapporti fossero state raccolte dall’analista stesso oppure secondaria, vale a dire se apprese da un altro elemento. Più sono i passaggi di dati, tanto maggiore sarà la possibilità di dispersione o distorsione della realtà.
Idi Oumee Amin Dada (1925-2003) presidente dell'Uganda dal 1971 al 1976 - L'aeroporto di Entebbe in Uganda Pertanto, il Mossad incaricò gli agenti che avevano maggior esperienza in materia di sequestri e dirottamenti. Questi, si avvalsero della testimonianza dei passeggeri rilasciati, a rafforzare la tesi sull’importanza della raccolta di informazioni da una fonte certa e vagliati da un analista competente. Pertanto, il gesto di cooperazione dei terroristi si tramutò nell’errore fondamentale. Gli ostaggi implementarono le conoscenze precedentemente acquisite dagli strateghi dei servizi segreti, in particolare sulla disposizione delle suppellettili nel terminal, sull’effettivo numero dei terroristi e sullo spiegamento delle truppe ugandesi. Il Mossad, fece ricorso anche all’ipnosi per recuperare nei ricordi degli ostaggi tutte quelle informazioni che la memoria, sottoposta al forte stress causato dalla condizione ostativa di un evento traumatizzante, non rendeva fisiologicamente disponibile. Su queste basi, fu pianificata la delicata missione.
I punti principali
vertevano su come portare gli incursori in zona operazioni, eludere la
sorveglianza, terminare i terroristi, recuperare gli ostaggi e
l’esfiltrazione. Sviluppata la strategia si rendeva necessario affidare
l’operazione a personale addestrato e competente per portarla a termine.
La scelta privilegiò il reparto speciale del Sayeret Matkal.
Questo commando, tutt’ora inquadrato come Reggimento, svolge compiti di
antiterrorismo e ricognizione avanzata ed è soprannominato semplicemente
"l’Unità". Il personale, selezionato nelle Forze Armate oppure nella
stretta cerchia dei militari già arruolati, viene abilitato al servizio
con un ferreo addestramento avanzato, il cui nome è "Gidush", sulle
tecniche di combattimento ravvicinato, paracadutismo, controterrorismo e
liberazione di ostaggi.
Un aereo C-130 Hercules in volo - Un Mig-21 dell'aviazione militare sovietica
Lo scontro a fuoco che seguì, si risolse in pochi istanti: i dirottatori
a guardia dei sequestrati furono freddati immediatamente, ma anche un
ostaggio rimase ucciso, colpevole di aver reagito maldestramente
all’irruzione israeliana tanto da essere erroneamente identificato come
un terrorista. LINK CORRELATI La sezione d'archivio "Strategia & Tattica" con tutti gli articoli - link La pagina dedicata a "Bersaglio Nucleare" il romanzo di Giovanni Caprara - link L'intervista di Giovanni Caprara sul Talento nella Storia - link "Bersaglio Nucleare" sul sito BOL - link "Bersaglio Nucleare" sul sito IBS - link "Bersaglio Nucleare" sul sito LA FELTRINELLI - link
pubblicazione articolo: 9 giugno 2011 Si ringrazia sentitamente lo scrittore Giovanni Caprara per questo articolo scritto per il "Talento nella Storia" - tutti i diritti riservati - Copyright © 2010 Talento nella Storia
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