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Storia Moderna Paolo IV e gli Spirituali Articolo a cura di Mattia Davriù
per le immagini tratte da web, esse vengono valutate di pubblico dominio, nel caso gli autori fossero contrari alla pubblicazione, in seguito a segnalazione a info@talentonellastoria.com, verranno prontamente rimosse. facebook, twitter, e-mail, stampa, trasforma in pdfPaolo IV e gli Spirituali
Qui incontrò Gaetano di Thiene con cui decise di fondare l’ordine dei Chierici Regolari Teatini con lo scopo di riportare la Chiesa alla regola primitiva della vita apostolica, un tentativo di riforma antecedente il più famoso Concilio di Trento. Anche per questo motivo, dopo il sacco di Roma del 1527 da parte dei lanzichenecchi di Carlo V d’Asburgo e il trasferimento dell’ordine a Venezia, Carafa venne richiamato a Roma nel 1536 da Papa Paolo III come membro della commissione, guidata da Gasparo Contarini, per una riforma universale della Chiesa in vista del Concilio. Nel 1537 la commissione consegnò al pontefice il Consilium de Emendanda Ecclesia, documento che affrontava vaste problematiche all’interno della Curia come, ad esempio, il risanamento di dicasteri quali Dataria e Penitenzieria, istituzioni simbolo della corruzione romana. Una
volta creato cardinale e trasferito alla sede di Napoli decise di
affidarne il governo delle diocesi ad ausiliari per poter rimanere
prevalentemente all’interno della Curia dove si distinse per
l’intransigenza verso le idee protestanti e le istanze delle correnti
riformiste all’interno della chiesa stessa. Il 21 luglio 1542 la bolla
Licet ab initio di Papa Paolo III creava la Congregazione della sacra
romana e universale Inquisizione affidandone la guida al Cardinal
Carafa. Al termine del pontificato di Papa Paolo III (1534-1549) venne
eletto Papa Giulio III (1550-1555) alla cui morte, dopo la brevissima
parentesi di Papa Marcello II,Carafa riuscì a giungere al gradino più
alto del governo della Chiesa: il soglio pontificio come Papa Paolo IV. Il Cardinal Morone venne arrestato del 1557 e risedette per due anni in prigione a Castel Sant’Angelo ripetutamente interrogato dai cardinali dell’Inquisizione, tra cui si mise in luce Michele Ghislieri (il futuro Papa Pio V). Il Papa premeva affinché il Morone venisse condannato in modo rapido ma non riuscì a vedere la fine del processo che si concluse nel 1560 (un anno dopo la morte di Carafa) con l’assoluzione del Cardinale sotto il pontificato di Papa Pio IV per le crescenti pressioni di Filippo II di Spagna.
Come già detto Reginald Pole evitò la sorte di Morone perché legato papale sotto Maria I d’Inghilterra fino alla morte nel 1558. Il conclave del 1566 vide sorgere nuove accuse per Morone, con l’intento di non farlo eleggere Papa; fu infatti eletto l’inquisitore Ghislieri come Papa Pio V (1566-1572). Sotto di lui Morone tornò nuovamente all’attenzione dell’Inquisizione e si procedette alla decapitazione e al rogo di Pietro Carnesecchi amico sia del Pole che di Morone. Gli anni 1568-1569 videro una dura repressione dell’eresia in Italia da parte dell’Inquisizione che portò nel 1570 alla fine delle sopravvivenze ereticali nella penisola. Il Cardinale Giovanni Morone morì all’età di 71 anni il 1° dicembre 1580 sotto l’occhio vigile dell’Inquisizione Romana. Link correlati - Il blog storico-culturale "Le Sabbie del Tempo" di Mattia Davriù - link
Bibliografia
Pubblicazione articolo - 21 luglio 2011
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