fotografie ed illustrazioni gentilmente concesse da Rita Charbonnier
Rita Charbonnier è autrice di due romanzi di ambientazione
storica: La sorella di Mozart
(Corbaccio, 2006, tradotto in inglese, francese, spagnolo, tedesco e
olandese) e La strana giornata di Alexandre
Dumas (Piemme, 2009). Al momento lavora a un terzo romanzo,
che sarà pubblicato da Piemme nel mese di maggio 2011 e andrà a completare una trilogia
di storie incentrate su personaggi femminili che, in modi diversi,
lottano per emergere.
Il 25 Gennaio 2011, inoltre, Piemme ripubblicherà "La
sorella di Mozart" nella collana Bestseller.
Nata a Vicenza, Rita ha vissuto a Matera e Mantova, per poi stabilirsi a
Roma. Ha fatto studi di pianoforte e canto e si è diplomata presso la
Scuola di Teatro dell’Istituto Nazionale del Dramma Antico di Siracusa.
Prima di dedicarsi alla scrittura ha avuto una rilevante esperienza come
attrice teatrale. Ha debuttato con Lucia Poli ed è stata coreuta in
tragedie classiche, eroina in drammi elisabettiani, cantante in commedie
musicali.
Ha lavorato con Nino Manfredi, Aldo Trionfo, Antonio Calenda, Renato
Nicolini, Tonino Conte, Vito Molinari, Sandro Massimini e altri artisti.
E’ stata coprotagonista del musical On Broadway, prodotto dalla New York
University e andato in scena a New York. Ha anche avuto alcune
esperienze televisive, nei programmi Avanzi e Avanspettacolo (entrambi
andati in onda su RAI 3). Giornalista pubblicista, negli ultimi anni
delle tournée teatrali ha preso a collaborare come esperta di teatro
musicale con diverse riviste di spettacolo, tra le quali Hystrio. Nel
biennio 2000/2001 ha frequentato il Corso di formazione e
perfezionamento per sceneggiatori della RAI e ha quindi iniziato a
scrivere per l’audiovisivo. Un suo trattamento
per docu-fiction ha ottenuto la menzione speciale della giuria di una
competizione nazionale (Premio Dora, nel corso del XIX Torino Film
Festival) e un suo soggetto cinematografico ha vinto una competizione
europea (Film Story Competition di Euroscript – Programma Media II).
(dal sito ufficiale dell'autrice
www.ritacharbonnier.com )
L'autrice Rita Charbonnier (foto Tony Zecchinelli) - Il romanzo "La
strana giornata di Alexandre Dumas" nelle foto rispettivamente di
Michele Poli e Rosita Pisacane.
La strana giornata di Alexandre Dumas è un romanzo storico
premiato con la Medaglia della Presidenza del Senato e del Premio
Culturale "Città di Ostia", oltre ad essere stato segnalato dalla Giuria
del Premio Frignano.
"Quella
sarebbe stata una giornata come tutte le altre per Alexandre Dumas, se
non fosse stato per una strana donna sulla settantina che gli aveva
proposto di leggergli l’oroscopo per l’anno successivo, il 1844. Dopo i
primi convenevoli, infatti, lo scrittore si accorse che quella donna non
aveva alcuna intenzione di parlargli di transiti astrali, ma che aveva
una storia da raccontare, la propria. Per una volta sarebbe stato lui lo
spettatore.
Tutto aveva avuto inizio a Modigliana, in Romagna, dove la madre della
chiromante, Vincenza, l’aveva data alla luce con molta fatica e l’aveva
poi chiamata Maria Stella. In breve tempo, però, Vincenza si era accorta
che l’accenno di chioma scarlatta e i piccoli occhi di cielo della
neonata non potevano venire né da lei né da Lorenzo, suo marito,
entrambi neri come la pece. Quella non era sua figlia.
Ma quando aveva provato a parlare dei suoi sospetti, nessuno le aveva
creduto, e Vincenza si era vista costretta a frugare in lungo e in largo
la casa, e a chiedere ai vicini; era arrivata addirittura a interrogare
il signor Conte.
La scoperta sull’origine della bambina era stata sconcertante, ma
Vincenza si era confidata solo con la piccola Maria Stella che, dopo
tanti anni, aveva deciso di mettere Dumas, il grande scrittore, a parte
di quello scandalo che avrebbe potuto minare dalle fondamenta l’intero
regno di Francia.
Quella era stata una strana giornata per Alexandre Dumas e la storia che
aveva udito sarebbe diventata fonte di ispirazione per uno dei suoi
capolavori". (dal sito ufficiale dell'autrice
www.ritacharbonnier.com )
Con immenso piacere il "Talento nella Storia" incontra la
scrittrice Rita Charbonnier...
1. La sua carriera di
scrittrice inizia con “La sorella di Mozart”
un romanzo uscito in ben 12 Paesi che affronteremo nello specifico nel
nostro prossimo incontro, prosegue poi con “La
strana giornata di Alexandre Dumas”, un romanzo che sta ottenendo
un grande successo di pubblico e di critica.
A quale genere narrativo appartiene la sua ultima fatica e
soprattutto chi era, storicamente, Alexandre Dumas?
Alexandre Dumas padre è stato uno dei più grandi narratori mai esistiti,
forse il più grande. Le storie che ha creato avevano una capacità di
penetrazione nell’immaginario che non si è per nulla appannata, da
centocinquant’anni a questa parte. Le opere cinematografiche e
televisive basate sui suoi romanzi sono al momento 239; credo sia un
primato assoluto. Se su Internet si fa una ricerca di immagini mettendo
come chiave “tre moschettieri”, si trovano moltissime fotografie di
terzetti di uomini comuni, inserite su blog e forum, che evidentemente
si sono definiti così nelle didascalie: poiché tre uomini accostati
sono, per antonomasia, i Moschettieri.
Riguardo al genere narrativo del mio “La strana giornata di Alexandre
Dumas”, direi che si tratta di un romanzo storico, ovvero ambientato in
un’epoca ormai lontana, della quale non sopravvive più nessuno.
2. Come nasce questo
romanzo? Quale la fonte di ispirazione che ha dato il via al desiderio
di scrivere questa valente opera, al processo di acquisizione di
notizie, alla ricerca storica e concentrandoci proprio sulla ricerca
storica sul periodo che fa da cornice a “La strana giornata di Alexandre
Dumas”, come e dove è avvenuta e quanto impegno ha richiesto?
La prima ispirazione, per la verità, non ha avuto a che fare con Dumas
ma con una figura storica non altrettanto nota: una cantante italiana
del tardo Settecento che fu al centro di una vicenda familiare-dinastica
complessa e tuttora misteriosa. Ne trovai notizia in un vecchio testo di
storia della musica e ne rimasi colpita al punto da immaginare di
scriverci un romanzo. Solo in seguito ho deciso di inserire nella storia
il personaggio di Dumas.
Il lavoro di ricerca, per quanto mi riguarda, procede di norma su tre
versanti: viaggi, interviste e letture. In questo caso i viaggi mi hanno
portata in Romagna, alla ricerca di informazioni sul mistero di cui
sopra. Le interviste hanno lo scopo di raccogliere informazioni, ma
soprattutto quello di entrare nel mondo umano delle vicende narrate;
parlare con una persona che ha avuto esperienze simili a quelle dei miei
personaggi mi ha sempre offerto preziosi spunti di riflessione. E poi
leggo il più possibile (e rovino i libri riempiendoli di appunti); in
questo caso ho letto o riletto Jodorowsky, Clarissa Pinkola Estés,
alcuni testi di filosofia buddista, mi sono documentata sulla
schizofrenia, sulla depressione post partum… tutti argomenti che in
qualche modo riguardano questo romanzo.
3. Dal breve accenno di trama inserito poco sopra, capisco che
Alexandre Dumas è un protagonista del suo romanzo ma non è il
protagonista principale in quanto Lei introduce la figura di una donna,
Maria Stella, la quale coinvolgerà il grande maestro in una storia a dir
poco incredibile.
Mi vuole spiegare nel particolare chi è Maria Stella, se tale
personaggio è realmente esistito e in caso di risposta affermativa quale
ruolo ha avuto per essere storicamente ricordata, quale il rapporto
con Dumas e Lei come ne è giunta a conoscenza?
Sì, Maria Stella Petronilla Chiappini, protagonista del “mistero di
Maria Stella”, è veramente esistita. Nacque a Modigliana nel 1773, morì
a Parigi nel 1843 e si convinse di essere stata scambiata nella culla,
lei di nobili origini, con un neonato “di vile condizione”. I suoi
genitori, due nobili francesi in trasferta in Italia, avevano bisogno
del figlio maschio per ragioni ereditarie e invece ebbero lei; allora la
diedero a una famiglia di poveracci romagnoli e si presero in cambio il
loro bambino, nato quasi contemporaneamente. E poi quel bambino divenne
re dei Francesi: Luigi Filippo d’Orléans (1830-1848). Questa vicenda
fece molto scalpore negli anni 30 dell’800 e ha continuato a echeggiare
per un secolo tra la Francia e l’Italia, finché non è stata archiviata
come un enigma irrisolto. I discendenti di Maria Stella sperano tuttora
di riuscire a provare il “baratto” di neonati (ma sarà difficile, visto
che a quanto sembra i discendenti degli Orléans si rifiutano di
sottoporsi ad analisi genetiche).
Riguardo al rapporto con Dumas, un giorno ho scoperto che lo scrittore
aveva raccontato per filo e per segno la vicenda di Maria Stella nelle
sue Memorie, e allora ho cominciato a pensare che sarebbe stato
interessante inserire in una storia così romanzesca la figura di un
grande romanziere, che ascoltasse quella storia, la analizzasse, la
contestasse, e magari se ne facesse beffe.
I protagonisti del romanzo "La strana giornata di
Alexandre Dumas" ovvero il grande Dumas in fotografie d'epoca e Maria
Stella Petronilla Chiappini in ritratto d'epoca.
4. Nel romanzo in
questione, Lei affronta un tema importante, ancora tuttora di attualità
purtroppo, ovvero lo scambio di culla; in questo caso specifico, tale
“scambio di culla” perchè avrebbe potuto minare dalle fondamenta
l’intero regno di Francia? E soprattutto cosa c’entra il grande Dumas in
questo particolare contesto?
Il fatto che Luigi Filippo d’Orléans, che apparteneva a una delle casate
più importanti d’Europa e aveva una corona in testa, potesse essere in
realtà il figlio di un’umile coppia italiana, fu utilizzato dai suoi non
pochi detrattori per attaccarlo e screditarlo. Maria Stella, che un bel
giorno arrivò a Parigi seguita da uno stuolo di avvocati, fermamente
intenzionata a dimostrare che il re era un impostore, fu per lui una
spina nel fianco. Si narra che, quando lei pubblicò la sua
autobiografia, lui fece sparire tutte le copie; e riuscì a muovere le
sue pedine molto bene, in modo da neutralizzarla.
Dumas fu coinvolto nella storia perché da giovane, quando si guadagnava
da vivere lavorando come semplice copista nella cancelleria del duca di
Orléans, si ritrovò a scrivere, sotto dettatura di Luigi Filippo in
persona, il documento ufficiale che screditava la tesi di Maria Stella.
5. In un articolo del
suo blog personale
ritacharbonnier.blogspot.com, pubblicato anche sul Talento nella
Storia e di questo la ringrazio, Lei affronta il rapporto tra
verità e finzione nel
romanzo storico. Lei come ha affrontato la questione della
demarcazione tra vero e falso nel suo ultimo romanzo? Provocariamente
parlando, Rita Charbonnier è un’autrice “paladina della verità”?
Domanda birichina… che fa
riferimento a una questione complessa. Sul rapporto tra realtà e
finzione nel romanzo storico, ogni scrittore (e ogni lettore) ha la
propria opinione. Secondo alcuni bisogna essere assolutamente aderenti
ai fatti storici ed evitare i voli di fantasia; secondo altri, in
un’opera di finzione ci si può concedere qualunque cosa, perché la
finzione è finzione. Io penso che quello della “realtà storica” sia un
concetto discutibile, e che anche gli storici non riportino la realtà
“così com’è”, ma esprimano piuttosto il loro punto di vista sulla realtà
stessa; infatti non di rado sono in disaccordo gli uni con gli altri.
Certo, i fatti documentati esistono e un autore di romanzi storici non
dovrebbe, che so, raccontare che Mozart è morto a 99 anni, quando tutti
sappiamo che purtroppo è mancato quand’era giovane; a meno che
quell’autore non stia scrivendo un romanzo fanta-storico. Ma per il
resto, la linea di separazione tra realtà e finzione è talmente sfumata
che l’unico criterio dovrebbe essere quello dell’onestà: se scelgo di
violare i fatti, devo farlo consapevolmente e per una ragione narrativa
precisa.
6. Quale riscontro ha
suscitato “La strana giornata di Alexandre Dumas”,
sia di pubblico che di critica, e quale è stato il riconoscimento in
merito ottenuto che le ha fatto più piacere ed onore?
Dai lettori ho ricevuto riscontri prevalentemente positivi. È stato
apprezzato lo sviluppo psicologico dei personaggi e in particolare
l’evoluzione del burrascoso rapporto tra la protagonista, Maria Stella,
e la madre adottiva. Anche la critica si è espressa favorevolmente su
questo aspetto, e poi sulla freschezza e naturalezza dei dialoghi. Il
romanzo è stato segnalato dalla giuria del Premio Frignano e soprattutto
ha vinto il Premio Città di Ostia per la narrativa storica, ottenendo
anche la medaglia della Presidenza del Senato: questo riconoscimento mi
ha riempita di gioia.
7. Scendiamo sullo stile
narrativo del romanzo in questione. Dai commenti dei tanti lettori,
postati sul suo sito ufficiale
www.ritacharbonnier.com se ne evince che Lei ha uno straordinario
talento nella narrazione, con uno stile scorrevole che rende l’opera
piacevolissima da leggere oltre i contenuti ovviamente. Quali sono le
caratteristiche squisitamente stilistiche e tecniche dal punto di vista
dello stile narrativo di questo meraviglioso romanzo?
Grazie dei complimenti, troppo buono… in questo romanzo ho cercato
soprattutto di costruire delle psicologie coerenti. Avevo a che fare con
due questioni fondamentali: l’appartenenza e l’identità. Maria Stella
viene allevata da una famiglia che biologicamente non è la sua, e lo
scopre solo da adulta; per metà della sua vita vive un senso di
estraneità con il suo ambiente, anche causato dalla scarsa somiglianza
fisica con genitori e fratelli. Poi un giorno la verità viene alla luce,
e lei sente vacillare il proprio senso di identità; decide di andare
alla ricerca dei suoi genitori naturali, delle sue “vere” origini, e in
nome di questo trascura tutto il resto. Volevo che la sua ricerca
rappresentasse l’indagine che ognuno di noi fa su di sé per crescere;
che il suo senso di non-appartenenza risuonasse della ribellione della
quale molti di noi hanno bisogno, fisiologicamente, per diventare
autonomi.
Poi c’era Dumas, lo scrittore che ascolta tutta questa storia da una
Maria Stella ormai anziana, la quale cerca disperatamente di convincerlo
a scrivere un romanzo su di lei. I loro dialoghi sono spesso ironici; i
due si prendono in giro l’un l’altra, con reciproco divertimento; e
questo, devo dire, mi è venuto piuttosto naturale.
8. Per quanto riguarda l’altro suo romanzo “La
Sorella di Mozart”, il 25 gennaio 2011 uscirà nelle librerie una
nuova edizione del romanzo, per Piemme, nella collana Bestseller.
Possiamo fare una brevissima panoramica di presentazione anche di questa
opera sulla quale torneremo e potrebbe svelarci quali sono le
sostanziali differenze tra questa nuova edizione e la prima?
“La sorella di Mozart” si occupa dell’unica
sorella di Wolfgang Amadeus, Maria Anna detta “Nannerl”, che era a sua
volta un genio musicale: quand’era piccola si esibiva in coppia con lui
nelle corti d’Europa, ma a un certo punto fu messa nel dimenticatoio
perché era femmina. È un romanzo sui rapporti familiari in un contesto,
come si direbbe oggi, disfunzionale; è un romanzo sul talento e sulle
difficoltà, esterne e interne, che ognuno di noi incontra
nell’esprimerlo.
Non vi sono differenze tra la prima edizione del romanzo e quella che
sta per uscire in libreria. La storia è la stessa e la successione delle
scene è identica; ho solo cercato di “alleggerire” lo stile. Ho inoltre
inserito in appendice una nota che chiarisce quali episodi del romanzo
sono basati su eventi biografici documentati.
9. A cosa sta lavorando adesso? E’ in procinto di scrivere un nuovo
romanzo e in generale quali programmi, sogni, aspettative ha Rita
Charbonnier per il prossimo futuro?
A maggio del 2011 uscirà il mio terzo romanzo, sempre per Edizioni
Piemme; ne sto effettuando la revisione proprio in questi giorni. Sullo
sfondo c’è il personaggio di Anita Garibaldi ma la protagonista è un
personaggio d’invenzione: una ragazza che vive a Roma all’inizio
dell’era fascista e ha alcuni disturbi psicologici causati soprattutto
da un segreto familiare, che le è stato svelato quand’era adolescente e
che lei ha rimosso. Il titolo sarà “Le due vite di Elsa”.
Sto anche progettando un quarto romanzo, a partire da spunti molto
diversi. Probabilmente, per la prima volta, non sarà un romanzo storico.
10. Ultima domanda; Lei cura con impegno sia il suo sito ufficiale
www.ritacharbonnier.com che il blog
ritacharbonnier.blogspot.com “Non solo Mozart” vero e proprio
contenitore culturale di primissimo livello, in grado di aprirsi a
ventaglio sulla letteratura, sull’attualità, sul teatro e su tutte le
forme di arte correlate. “Non solo Mozart” è un blog semplicemente
meraviglioso. Quanta cura richiede questo progetto e Lei ritiene
importante che un autore, uno scrittore, uno studioso, contribuisca alla
diffusione culturale tramite web attraverso contenitori che non siano
solamente vincolati alle proprie opere ma che, come il Suo, riescano a
spaziare su tutta la cultura?
Ancora grazie dei complimenti. Per me è senz’altro importante comunicare
contenuti via Internet, e dedico parecchie energie a quest’attività, con
molta soddisfazione. Io scrivo romanzi allo scopo di esplorare, e quindi
esprimere, questioni che mi sembrano interessanti, e la rete offre la
possibilità di farlo in forma immediata e con grande facilità. Non a
caso diversi scrittori ed editor gestiscono, anche associandosi tra
loro, blog culturali molto autorevoli; questa è una fortuna per chi li
legge, e sicuramente anche per loro che li scrivono.