Francesco Roselli in arte "Cizzart"...da Calitri (Av) un artista con la Storia nel cuore.

articolo a cura di Andrea Rocchi C.

per le immagini si ringrazia Francesco Roselli - diritti riservati - Copyright ©

 

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FRANCESCO ROSELLI in arte "CIZZART" è nato a Melfi nel 1978 e vive a Calitri in provincia di Avellino. La sua passione per l'arte nasce e si sviluppa sui banchi di scuola, i primi disegni fatti con la penna sulle pagine del diario durante l'ultimo anno di scuola suscitano curiosità per le atmosfere e le sensazioni che sono in grado di trasmettere. Nel 1998 si diploma presso l’Istituto Statale d’Arte di Calitri mentre nel 2002, sentendo la necessità di superare le barriere geografiche, crea il proprio sito internet personale, www.cizzart.it, una virtuale galleria di tutte le opere realizzate.       Le prime esposizioni in gallerie d'arte o altri contenitori web, sono quasi tutte svolte in ambito regionale e provinciale in località quali Avellino, Quadrelle, Calitri, Nusco, Pescopagano etc con importanti puntate a Roma (Artisti per il terzo millenio), a Città di Castello (Pg), nell'ambito del concorso artistico "Ruba un raggio di sole per l'inverno", a Napoli per "Napoli, crocevia di popoli e culture", a Ferrandina (Mt) nella collettiva "MonA(R)sTEro" e a Marcallo (Mi) per il "Simposio delle arti e delle culture". Dal 2009, a Calitri, cura e promuove un progetto espositivo dedicato alla giovane arte meridionale intitolato “Estetica: paesaggi, ritratti e astrattismo”; giunto finora alla IV edizione, si svolge nella terza settimana di agosto ed è in continua evoluzione. I paesaggi che realizza sono frutto della sua creatività o rielaborazioni d'immagini viste in foto o in televisione, spesso anche canzoni o poesie possono entrare in opere dove le parole si trasformano in immagini. La Storia ha da sempre condizionato positivamente il talento artistico di Francesco grazie all'osservazione degli antichi monumenti greco-romani in grado di suscitare percorsi mentali che ripercorrono le gesta delle grandi civiltà del passato, ma anche attraverso la lettura di romanzi storici, valide fonti d'ispirazione e di idee. Dal 2008 possiamo notare nella sua produzione artistica, quadri che riprendono paesaggi ispirati alle lontane terre della Britannia celtico-romana, dal Vallo di Adriano a scorci fortemente influenzati dalla cultura celtica, ricca di tradizioni e simbolismi. Il pittore a cui s'ispira maggiormente è il belga Renè Magritte, artista surrealista, da cui ha tratto delle belle idee per i suoi disegni, i quali fanno parte del ciclo “Finestre”, visibile nell’omonima sezione del suo sito web. L'influenza del surrealismo ha permesso di utilizzare il paesaggio come strumento con cui esprimere, a volte, il suo stato d’animo interiore.

Prefazione

Ho conosciuto questo artista attraverso la pagina Facebook del Talento nella Storia, visionando precedentemente una sua opera postata sul profilo di uno scrittore, amico di entrambi. Le opere d'arte, di qualunque stile e forma, sono in grado di suscitare emozioni e sensazioni, in virtù anche ed ovviamente del gusto soggettivo di chi le osserva; da scarso intenditore d'arte, mi permetto però un giudizio positivo su una produzione, quella del Cizzart, che ha destato il mio interesse in quanto connubio di un insieme di fattori che io trovo semplicemente speciali. Da un lato la nostra comune passione per la Storia che guida la mano dell'artista nel realizzare quadri dal fortissimo simbolismo, nei quali la componente spirituale ed interiore è sempre presente, silenziosa protagonista negli elaborati e profondi paesaggi, dall'altro la tecnica, così apparentemente semplice, eppur applicata con tale maestria nelle gradazioni di colore, nei giochi di luce, nelle ombreggiature e nei forti contrasti da rendere quasi impensabile che una schiera di matite colorate abbiano insite tali incredibili potenzialità. Per riprendere un'espressione cavalleresca di ammirata approvazione, che ho appreso recentemente da una persona a cui tengo particolarmente..."Chapeau Francesco".

L'intervista a Francesco Roselli in arte "Cizzart"

01. Il percorso formativo di un artista è sempre complesso e in continua crescita, il tuo ha un suo inizio tra i banchi di scuola; come si è manifestato in te questo talento, come si è sviluppato e quando è nata in te la consapevolezza di dedicarti con passione e costanza alla tua arte?

Il mio percorso formativo è iniziato tra i banchi di scuola, all’istituto d’arte del mio paese, nelle ore di buca, quando mancava un professore o quando per il maltempo eravamo costretti a stare in classe (non c’era una palestra…).
Disegnavo sul banco di scuola o tra le pagine del mio diario e dei miei amici. Sono stati i primi apprezzamenti alla mia creatività. Le prime realizzazioni sono state create con la semplice penna Bic, luoghi urbani e naturali in bianco e nero, fogli che conservo gelosamente ancora oggi, in quanto sono i primordi della mia arte.
La svolta è arrivata nell’estate 1999, quando ho regalato per i 18 anni di una mia amica, la prospettiva centrale di un ambiente abitativo realizzato con riga e squadra prima di essere colorato con le matite. Grazie alle sue osservazioni, mi sono convinto ad intraprendere un serio e costante percorso artistico che oggi è ancora in evoluzione nella tecnica e nelle tematiche.

02. Quali sono stati i primi soggetti a cui ti sei dedicato e nel corso degli anni quale è stata l’evoluzione degli stessi nelle tue opere, quali le fonti d’ispirazione? Puoi inoltre descrivermi la tecnica da te utilizzata principalmente?

La mia tecnica è molto semplice, matite colorate su cartoncino da disegno, quelle stesse che tutti noi abbiamo utilizzato durante gli anni scolastici o nel corso della vita. Nei primi anni, i miei colori erano tenui, leggeri, ma nel corso degli anni, con maggiore impegno e grazie a matite migliori, soprattutto quelle acquerellabili, sono diventati molto vivaci e con forti contrasti cromatici, tutto ciò è divenuto il mio tratto distintivo.
Le mie prime creazioni artistiche sono state dei falsi d’autore, la prima in assoluto è “Il naufragio della speranza” di Caspar Friedrich, un dipinto complesso, ma il risultato è stato ottimo, un’iniezione di fiducia che mi ha spinto ad andare avanti. L’anno successivo ho intrapreso la mia strada con soggetti naturalistici, spesso autunnali. Oggi quei paesaggi li definirei banali rispetto a quelli odierni ma sono parte di quel percorso che mi ha portato ai disegni attuali.
La mia unica ispiratrice era la natura in quanto amo gli spazi aperti, infatti, un ruolo importante nei primi anni lo hanno avuto i boschi e le montagne della mia terra; osservavo i loro colori e li riproponevo nelle mie creazioni con idee filtrate dalla mia fantasia perché non mi piace copiare la realtà.

03. Nelle tue opere è fondamentale il ruolo della Storia come fonte d’ispirazione, la Storia interpretata in paesaggi magistralmente evocativi con la caratteristica di una forte simbologia e la presenza umana assente o appena accennata…

La storia è stata fondamentale in tutta la mia vita, fin dalle elementari, ma da quando ho iniziato a leggere romanzi storici, nel 2002, ho trovato il mezzo per esprimere le tante emozioni che essi mi trasmettevano insieme allo studio della storia. Uno scrittore nel creare un romanzo trasforma le immagini in parole, io nel leggere quel libro faccio il percorso inverso, metto su carta le immagini che vengono evocate dalla lettura, cosa che ormai accade di frequente, e spesso sento l’esigenza di fare schizzi di quelle idee. Un libro accende sempre la fantasia, se il lettore è un artista, la sua creatività viene costantemente alimentata. La passione per la storia mi coinvolge a tal punto che durante la lettura immagino i luoghi dove si svolge il romanzo mentre il tema narrato mi offre l’idea su cosa inserire nel disegno.
Difficile spiegare come e quando avviene la scintilla in quanto viene del tutto naturale, ma è una bella sensazione vedere realizzato ciò che ha ispirato un libro. La scarsa presenza umana è una mia caratteristica, non la ritengo importante e solo di recente, in qualche disegno, vi è rappresentata. M’interessano i colori della natura, le atmosfere e il significato storico del tutto.

 

- Da sinistra a destra Le opere  "Samhain" e "Paesaggio Celtico" -

04. …da un lato i contesti della cultura celtica ripresi ad esempio in disegni straordinari come “Lo spirito dei druidi”, “Paesaggio celtico” e “Samhain”; cosa trovi di speciale nelle atmosfere celtiche e qual è il messaggio che vuoi trasmettere a chi ha il piacere di osservare queste opere?

La cultura celtica possiede un fascino ancestrale che negli ultimi anni ho avuto modo di approfondire sotto vari aspetti, a partire da quello militare, passando per quelli civili e religiosi, dove la casta dei druidi aveva un ruolo di primo piano. La figura del druido è stata al centro della mia ricerca artistica con schizzi, disegni e anche una tela realizzata con il carboncino. In “Samhain”, come si evince dal titolo, ho voluto rappresentare, a mio modo, solo una parte di un’antica ricorrenza celtica, molto complessa e profonda, che riguardava l’ultimo giorno dell’anno per questi popoli, il capodanno celtico. In questo disegno ho raffigurato la grande festa con cui si salutavano i giorni luminosi e si accoglievano gli antenati defunti al banchetto , in quanto i celti credevano che in quella notte di passaggio, il mondo dei vivi e quello dei morti si fondessero in uno solo. In alto a destra si può anche notare la sagoma di un druido che al chiaro di luna, davanti ad una pietra sacra, compie i riti di passaggio ai mesi bui, quelli invernali. Nel corso dei secoli questa ricorrenza, dopo molte trasformazioni è giunta fino a noi col nome di Hallowen.
Paesaggio celtico” è un disegno di più semplice realizzazione ma dal profondo significato.
Traendo spunto dall’immagine di un film, ho pensato d’inserire due sposi sotto un dolmen, creando un’allegoria del matrimonio utilizzando però elementi celtici. In primo piano ci sono due strade separate che s’incontrano nei pressi del dolmen; il significato è che le loro vite prima separate, ora con il matrimonio si uniscono per proseguire insieme, superando le difficoltà che si presenteranno nel futuro (simboleggiati dal fiume e dal ponte in pietra).
Lo spirito dei druidi” è il più recente tra i disegni che ho creato. Liberamente ispirato alle vicende che accaddero sull’isola di Mona nel 61 d.C. quando le legioni romane stroncarono l’anima della rivolta britanna uccidendo moltissimi druidi e distruggendo il luogo più sacro dei popoli britanni. Avevo realizzato già diversi schizzi in proposito ma nessuno mi aveva convinto del tutto. Leggendo il romanzo ”Il vessillo di porpora” scritto da Massimiliano Colombo ho potuto mettere insieme gli elementi giusti che aspettavo. Realizzato un rapido schizzo dell’idea, ho iniziato il disegno vero e proprio dove gli elementi più significativi sono il dolmen semidistrutto, a simboleggiare la sconfitta dei druidi e il progressivo abbandono delle tradizioni celtiche, mentre l’accampamento a destra indica la forza militare romana. Ho immaginato il paesaggio, lo stretto braccio di mare, il grande albero sacro e i luoghi di culto, tutti elementi narrati nel libro. Un disegno molto impegnativo dove ho sperimentato l’eliminazione del bianco all’esterno del disegno (non visibili nelle foto), sostituito da una decorazione a pergamena. Un’evoluzione della mia arte e valore aggiunto.

- "Lo Spirito dei Druidi" -

05. …dall’altro i contesti della cultura greco-romana; “Castra Hiberna” e “Oltre il vallo” tra i tanti ne sono due validi esempi. Vogliamo parlarne nello specifico?

I disegni da te citati sono un’evoluzione di un mio precedente periodo artistico dov’erano predominanti gli elementi ellenici, di cui il più il lavoro più rappresentativo è “Hesperia”, visibile sul mio sito web www.cizzart.it.

In “Castra Hiberna” ho immaginato un tratto di accampamento romano permanente nei pressi del Vallo di Adriano. Un quadro piuttosto complesso. L’ampia veduta del paesaggio e le pietre sporgenti qua e là servono per identificare meglio il luogo, l’estremo nord dell’Impero romano e del popolo celta. Realizzato come tutti gli altri con le semplici matite colorate su carta, le sue particolarità riguardano i dettagli curati, le sentinelle sulle mura e le pietre colorate e ombreggiate una alla volta con tanta pazienza. Gli stendardi sulle torri invece, a sfondo rosso e un drago abbozzato, richiamano la presenza sarmata e le leggende arturiane nate dopo il ritiro delle legioni dalla Britannia.
L’idea per “Oltre il vallo” è nata girovagando con Google Earth lungo il tracciato del Vallo di Adriano. Una foto mi ha colpito particolarmente, ispirando questo paesaggio, dove ho immaginato la muraglia e le innumerevoli torrette di questa straordinaria opera militare. Non mancano i riferimenti alla cultura celtica con una pietra in primo piano avente iscrizioni runiche e altri menhir in lontananza. Un lavoro che mi piace molto, sia per l’atmosfera, sia per i colori. Il vallo di Adriano mi affascina molto e dopo aver letto alcuni romanzi ivi ambientati ho sentito l’esigenza di realizzare un disegno a tema. Grazie alla prospettiva sono riuscito, credo, a trasmettere l’imponenza che emanava questa struttura.

 

- Da sinistra a destra Le opere  "Castra Hiberna" e "Oltre il Vallo" -

06. Ho lasciato per ultimo un tuo quadro che mi ha colpito particolarmente, ovvero “La solitudine del poeta”… come è stata concepita questa opera e puoi darmene una chiave di lettura al di là della libera interpretazione che ognuno può farsene?

La storia di questo quadro è particolare, infatti, è l’unico dei miei disegni ad essere stato ideato da una serie di schizzi senza un progetto o idea precisa. La solitudine del poeta è frutto di una giornata di sfrenata creatività dove ho riempito un intero foglio con innumerevoli piccoli disegni senza una precisa logica; successivamente ne ho scelti alcuni, tutti d’origine storica (acquedotto romano, colonna greca, etc) e ho assemblato il tutto creando un contesto vicino ai temi del Surrealismo. In questo paesaggio ho voluto rappresentare la figura del poeta, spesso incompreso negli ambienti culturali (l’area verde) e ignorato da quanti sono aridi culturalmente (parte desertica).
Questo disegno lo considero un po’ come il precursore dei temi storici attuali anche se nel corso della mia esperienza artistica spesso mi sono cimentato con temi di carattere storico.

- "La Solitudine del Poeta" -

07. Per un artista è spesso difficile farsi accettare e far accettare la propria arte. In base alla tua esperienza, qual è stato il riscontro di pubblica e critica nei confronti della tu espressioni e tra le tante opere che hai realizzato, quali sono state quelle più apprezzate?

Il farsi accettare è soggettivo, un po’ difficile all’inizio ma se riesci a capire cosa piace al pubblico, tutto diventa più facile. Nel mio caso piacciono le atmosfere e i forti contrasti di colore.
Molto spesso ho avuto tanti riscontri positivi dalla gente comune con numerosi commenti, curiosità e alcune critiche che alla lunga si sono rivelate costruttive. Da parte della critica ho avuto riscontri contrastanti ma è giusto così, l’arte è soggettiva. Gli artisti, invece, generalmente apprezzano il mio stile e tanti si stupiscono quando conoscono la mia tecnica, cosi semplice ma tanto impegnativa. Le mie creazioni più gettonate sono state quelle legate allo studio della luce lunare e in generale tutte quelle realizzate negli ultimi tre anni, sicuramente tutte quelle citate in questa intervista.

08. Cosa bolle nella tua pentola creativa per il prossimo futuro? Mi hai accennato ad esempio ad un’opera dedicata alla tua Irpinia e cos’altro ancora?

Ho tante idee in cantiere, attualmente sto realizzando un paesaggio con elementi storici della mia terra, l’Irpinia, che nella lingua italica, l’osco, significa terra del lupo. Ho inserito riferimenti storici preromani come la statua della dea Mephite, una sepoltura intatta denominata “La tomba della principessa” per l’importante corredo ritrovato.
Elementi medievali sono una fortificazione di epoca longobarda presente nel comune di Rocca San Felice dove non distante c’è la pozza sulfurea dalle mortali esalazioni che in antichità si credeva l’ingresso all’Ade, oltre ad alimentare il culto della dea Mephite. Altri progetti sono ispirati alla possibile presenza romana in Hibernia (Irlanda), un’altro è ambientato nella Pannonia (Ungheria), nazione dove sono stato, visitando Aquincum e un piccolo insediamento più a sud. Altri disegni sono solo vaghe idee, una sicuramente riguarderà ancora la mia Irpinia, ma aspetterò di visitare alcuni luoghi per definirla.

Per approfondire:

Contatti  - francesco@cizzart.it

Il sito ufficiale di Francesco Roselli "Cizzart"  - link

Galleria dei Paesaggi di F.R. "Cizzart" - link

 

Pubblicazione articolo - 26 maggio 2012

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