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Francesco Roselli in arte "Cizzart"...da Calitri (Av) un artista con la Storia nel cuore. articolo a cura di Andrea Rocchi C. per le immagini si ringrazia Francesco Roselli - diritti riservati - Copyright ©
Prefazione Ho conosciuto questo artista attraverso la pagina Facebook del Talento nella Storia, visionando precedentemente una sua opera postata sul profilo di uno scrittore, amico di entrambi. Le opere d'arte, di qualunque stile e forma, sono in grado di suscitare emozioni e sensazioni, in virtù anche ed ovviamente del gusto soggettivo di chi le osserva; da scarso intenditore d'arte, mi permetto però un giudizio positivo su una produzione, quella del Cizzart, che ha destato il mio interesse in quanto connubio di un insieme di fattori che io trovo semplicemente speciali. Da un lato la nostra comune passione per la Storia che guida la mano dell'artista nel realizzare quadri dal fortissimo simbolismo, nei quali la componente spirituale ed interiore è sempre presente, silenziosa protagonista negli elaborati e profondi paesaggi, dall'altro la tecnica, così apparentemente semplice, eppur applicata con tale maestria nelle gradazioni di colore, nei giochi di luce, nelle ombreggiature e nei forti contrasti da rendere quasi impensabile che una schiera di matite colorate abbiano insite tali incredibili potenzialità. Per riprendere un'espressione cavalleresca di ammirata approvazione, che ho appreso recentemente da una persona a cui tengo particolarmente..."Chapeau Francesco". L'intervista a Francesco Roselli in arte "Cizzart" 01. Il percorso formativo di un artista è sempre complesso e in continua crescita, il tuo ha un suo inizio tra i banchi di scuola; come si è manifestato in te questo talento, come si è sviluppato e quando è nata in te la consapevolezza di dedicarti con passione e costanza alla tua arte?
Il mio percorso formativo è iniziato tra i banchi di scuola,
all’istituto d’arte del mio paese, nelle ore di buca, quando mancava un
professore o quando per il maltempo eravamo costretti a stare in classe
(non c’era una palestra…).
La mia tecnica è molto semplice, matite colorate su cartoncino da
disegno, quelle stesse che tutti noi abbiamo utilizzato durante gli anni
scolastici o nel corso della vita. Nei primi anni, i miei colori erano
tenui, leggeri, ma nel corso degli anni, con maggiore impegno e grazie a
matite migliori, soprattutto quelle acquerellabili, sono diventati molto
vivaci e con forti contrasti cromatici, tutto ciò è divenuto il mio
tratto distintivo. 03. Nelle tue opere è fondamentale il ruolo della Storia come fonte d’ispirazione, la Storia interpretata in paesaggi magistralmente evocativi con la caratteristica di una forte simbologia e la presenza umana assente o appena accennata…
La storia è stata
fondamentale in tutta la mia vita, fin dalle elementari, ma da quando ho
iniziato a leggere romanzi storici, nel 2002, ho trovato il mezzo per
esprimere le tante emozioni che essi mi trasmettevano insieme allo
studio della storia. Uno scrittore nel creare un romanzo trasforma le
immagini in parole, io nel leggere quel libro faccio il percorso
inverso, metto su carta le immagini che vengono evocate dalla lettura,
cosa che ormai accade di frequente, e spesso sento l’esigenza di fare
schizzi di quelle idee. Un libro accende sempre la fantasia, se il
lettore è un artista, la sua creatività viene costantemente alimentata.
La passione per la storia mi coinvolge a tal punto che durante la
lettura immagino i luoghi dove si svolge il romanzo mentre il tema
narrato mi offre l’idea su cosa inserire nel disegno.
- Da sinistra a destra Le opere "Samhain" e "Paesaggio Celtico" - 04. …da un lato i contesti della cultura celtica ripresi ad esempio in disegni straordinari come “Lo spirito dei druidi”, “Paesaggio celtico” e “Samhain”; cosa trovi di speciale nelle atmosfere celtiche e qual è il messaggio che vuoi trasmettere a chi ha il piacere di osservare queste opere?
La cultura celtica
possiede un fascino ancestrale che negli ultimi anni ho avuto modo di
approfondire sotto vari aspetti, a partire da quello militare, passando
per quelli civili e religiosi, dove la casta dei druidi aveva un ruolo
di primo piano. La figura del druido è stata al centro della mia ricerca
artistica con schizzi, disegni e anche una tela realizzata con il
carboncino. In “Samhain”, come si evince dal titolo, ho voluto
rappresentare, a mio modo, solo una parte di un’antica ricorrenza
celtica, molto complessa e profonda, che riguardava l’ultimo giorno
dell’anno per questi popoli, il capodanno celtico. In questo disegno ho
raffigurato la grande festa con cui si salutavano i giorni luminosi e si
accoglievano gli antenati defunti al banchetto , in quanto i celti
credevano che in quella notte di passaggio, il mondo dei vivi e quello
dei morti si fondessero in uno solo. In alto a destra si può anche
notare la sagoma di un druido che al chiaro di luna, davanti ad una
pietra sacra, compie i riti di passaggio ai mesi bui, quelli invernali.
Nel corso dei secoli questa ricorrenza, dopo molte trasformazioni è
giunta fino a noi col nome di Hallowen.
- "Lo Spirito dei Druidi" - 05. …dall’altro i contesti della cultura greco-romana; “Castra Hiberna” e “Oltre il vallo” tra i tanti ne sono due validi esempi. Vogliamo parlarne nello specifico? I disegni da te citati sono un’evoluzione di un mio precedente periodo artistico dov’erano predominanti gli elementi ellenici, di cui il più il lavoro più rappresentativo è “Hesperia”, visibile sul mio sito web www.cizzart.it.
In “Castra Hiberna”
ho immaginato un tratto di accampamento romano permanente nei pressi del
Vallo di Adriano. Un quadro piuttosto complesso. L’ampia veduta del
paesaggio e le pietre sporgenti qua e là servono per identificare meglio
il luogo, l’estremo nord dell’Impero romano e del popolo celta.
Realizzato come tutti gli altri con le semplici matite colorate su
carta, le sue particolarità riguardano i dettagli curati, le sentinelle
sulle mura e le pietre colorate e ombreggiate una alla volta con tanta
pazienza. Gli stendardi sulle torri invece, a sfondo rosso e un drago
abbozzato, richiamano la presenza sarmata e le leggende arturiane nate
dopo il ritiro delle legioni dalla Britannia.
- Da sinistra a destra Le opere "Castra Hiberna" e "Oltre il Vallo" - 06. Ho lasciato per ultimo un tuo quadro che mi ha colpito particolarmente, ovvero “La solitudine del poeta”… come è stata concepita questa opera e puoi darmene una chiave di lettura al di là della libera interpretazione che ognuno può farsene?
La storia di questo quadro
è particolare, infatti, è l’unico dei miei disegni ad essere stato
ideato da una serie di schizzi senza un progetto o idea precisa. La
solitudine del poeta è frutto di una giornata di sfrenata creatività
dove ho riempito un intero foglio con innumerevoli piccoli disegni senza
una precisa logica; successivamente ne ho scelti alcuni, tutti d’origine
storica (acquedotto romano, colonna greca, etc) e ho assemblato il tutto
creando un contesto vicino ai temi del Surrealismo. In questo paesaggio
ho voluto rappresentare la figura del poeta, spesso incompreso negli
ambienti culturali (l’area verde) e ignorato da quanti sono aridi
culturalmente (parte desertica).
- "La Solitudine del Poeta" - 07. Per un artista è spesso difficile farsi accettare e far accettare la propria arte. In base alla tua esperienza, qual è stato il riscontro di pubblica e critica nei confronti della tu espressioni e tra le tante opere che hai realizzato, quali sono state quelle più apprezzate?
Il farsi accettare è
soggettivo, un po’ difficile all’inizio ma se riesci a capire cosa piace
al pubblico, tutto diventa più facile. Nel mio caso piacciono le
atmosfere e i forti contrasti di colore.
Ho tante idee in cantiere,
attualmente sto realizzando un paesaggio con elementi storici della mia
terra, l’Irpinia, che nella lingua italica, l’osco, significa terra del
lupo. Ho inserito riferimenti storici preromani come la statua della dea
Mephite, una sepoltura intatta denominata “La tomba della principessa”
per l’importante corredo ritrovato. Per approfondire: Contatti - francesco@cizzart.it Il sito ufficiale di Francesco Roselli "Cizzart" - link Galleria dei Paesaggi di F.R. "Cizzart" - link
Pubblicazione articolo - 26 maggio 2012
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