L'arte di illustrare ed animare.

Incontriamo Alice Rossi, illustratrice e animatrice, importanti le sue collaborazioni a lungometraggi e serie tv di successo tra cui spiccano      "La Gabbianella e il Gatto", "Lupo Alberto", "Cocco Bill" e molto altro...

articolo a cura di Andrea Rocchi C.

per le illustrazioni si ringrazia Alice Rossi - tutti i diritti riservati - Copyright ©

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Alice Rossi, nasce a Firenze il 25 gennaio 1978. Nel 1997 si diploma al Liceo Artistico Leon Battista Alberti di Firenze e inizia a lavorare in uno studio d'animazione a Firenze. Nel 1998 consegue il diploma in Fumetto e tecniche d'illustrazione alla Scuola Internazionale di Comics e nel 2000 segue un corso d'illustrazione con tecnica acrilico alla Scuola Internazionale d'Illustrazione di Sàrmede. Nel settore dell'animazione si è specializzata come clean-up artist, inbetween artist, animator, character designer, stop-motion animator e clay model artist, lavorando per Studio 4, NightFlight, De Mas & partners, Stranemani, Mediaframe, Misseri Studio, Rainbow. Ha collaborato a lungometraggi come “La Gabbianella e il Gatto”, "Titanic mille e una storia", "Piuma, il piccolo orsetto polare", "Aida degli alberi", "Johan Padan”, ”Totò sapore”, “Opopomoz”, "Los reyes magos " e a varie serie televisive tra cui "Lupo Alberto", "Cocco Bill", "Corto Maltese", "Lo Zecchino d'Oro", "Winx Club", "Huntik- Secrets & Seekers", “Ernie & Bert", "Gli Amici del Mulino", "Poppixie". Nel settore dell'illustrazione dal 2005 si dedica anche all'illustrazione naturalistica con tecnica aerografo. Ha collaborato con lo studio Morandi per libri scientifici e confezioni di prodotti dolciari della ditta “Balocco”. Come illustratrice ha collaborato con RCS Libri/Nuova Italia, Giunti, TvKey, Mediaframe,
DTM Technologies.

Nel 2010 pubblica il libro illustrato "San Galgano e la Spada nella Roccia" edito da Press & Archeos.  Parallelamente al percorso professionale ha seguito seminari di formazione ad orientamento psicoanalitico e svolto il Servizio Civile Volontario presso il Centro Salute Mentale Adulti della ASL 10 di Firenze collaborando insieme a medici, psicologi, infermieri, educatori e assistenti sociali come figura di supporto e sostegno a progetti e attività psicoterapiche quali psicodramma analitico, danza-movimento terapia, arte terapia, psicoterapia di gruppo e incontri per i familiari dei pazienti. In collaborazione con la Dott.ssa Angela Manna dell’Azienda Sanitaria di Firenze, ha progettato e condotto laboratori sperimentali di cartoni animati per bambini seguiti dal Centro di Salute Mentale per l’Infanzia e Adolescenza dal titolo “RaccontAnimiamoci”, ed altri laboratori di creatività per bambini di centri estivi e scuole elementari. (biografia ufficiale da www.muskat.it)

Con immenso piacere il "Talento nella Storia" incontra Alice Rossi.

01. Diplomata in "Fumetto e tecniche dell'illustrazione" alla Scuola Internazione di Comics, hai conseguito notevoli esperienze nel settore. Come nasce la tua passione per il disegno, come si è sviluppata nel corso degli anni ed infine ha presentato qualche difficoltà affermarsi professionalmente in un campo "creativo"?

Nasce molto presto. Da piccola disegnavo come tutti i bambini solo che poi non ho smesso. In terza media ci chiesero cosa volevamo fare da grande e io pensai che volevo disegnare. Mi dissero che potevo e che bastava iscriversi al Liceo Artistico. Ci ho creduto ma per sicurezza ho deciso di iscrivermi anche alla Scuola Internazionale di Comics (l'Accademia Disney era lontanissima, a Milano e io andavo ancora al liceo). Dopo la maturità venni a sapere per caso che a Firenze esisteva uno studio di animazione, lo Studio4, e feci quello che potevo per entrarci. Devo ammettere che da lì in poi oltre alla mia perseveranza ho avuto anche un po' di fortuna. Le difficoltà in questo settore, che sia l'animazione o l'illustrazione, stanno nel riuscire a reinventarsi appena si chiude una porta. Soprattutto, quando si chiude, nel non farsi prendere dal panico ... non per molto almeno!

02. Esattamente in cosa sei specializzata, come si articola il tuo contesto grafico-lavorativo e quali sono gli strumenti tecnici che ti accompagnano nelle tue creazioni?

Per quanto riguarda l'animazione tradizionale si va dal caracter design (studio dei personaggi) alle tre fasi dell'animazione vera e propria: animazione, intercalazione (movimenti intermedi) e clean-up (ripulitura dei disegni).
Inoltre ho avuto modo di cimentarmi anche con la modellazione e l'animazione stop-motion in plastilina (si fotografa fotogramma per fotogramma). Per l'illustrazione invece uso acquerello, tempera, acrilico, aerografo senza che una cosa escluda l'altra. Nonostante siano tutte tecniche principalmente manuali non disdegno l'aiuto di software e computer, cerco di integrare un po' tutto in base al risultato che devo ottenere.

03. Hai collaborato a diversi lungometraggi e serie televisive, alcune di grandissimo successo, quali sono state le esperienze, in tale ambito che ti sono rimaste più nel cuore e perchè?

lndubbiamente la Gabbianella e il Gatto è la prima di queste, fosse solo perchè mi ha permesso di entrare in studio. Se non ci fosse stato da liberare una stanza per far posto ad un'animatrice che veniva apposta da Torino non avrebbero avuto bisogno di me per spostare le paccate di disegni che tenevano archiviati. Così la mattina davo una mano col trasloco e il pomeriggio disegnavo, e non era uno stage come si fa adesso, mi pagavano come un'apprendista!
Poi sono venuti tanti altri cartoni, tra i quali Corto Maltese che ha lasciato un segno per il clima di goliardia che si era creato in studio in quel periodo, a fine produzione avevamo le pareti tappezzate di interpretazioni personali di Corto! Poi vorrei ricordare CoccoBill, a spese del quale ho approfondito certi aspetti dell'animazione, Titanic per quei 30 gradi in pieno luglio sul piano luminoso, The Little Polar Bear per l'esperienza di vita a Milano, ma anche Aida degli Alberi e Opopomoz, il più difficile, una corsa contro il tempo per riuscire a consegnare almeno 26-28 secondi al mese; Bert and Ernie’s Great Adventures per l'esperienza con la plastilina e l'animazione stop-motion.
Ma anche le collaborazioni con Rainbow come Winx, Huntik, ma soprattutto PopPixie che mi ha coinvolto molto sotto tanti aspetti non ultimo quello umano ed emotivo.

04. Tra i tanti settori di specializzazione di cui abbiamo accennato sopra, quale, allo stato attuale, suscita maggiormente il tuo interesse, e ci sono contesti professionali, nuove tecniche o tecnologie in riferimento alla tua professione, che in un prossimo futuro vorresti approfondire?

Per assurdo ciò che mi attrae maggiormente in questo momento è il fumetto. O meglio quei fumetti con cui si usa oggi alternare il testo dei libri per ragazzi. Per me è un po' un ritorno alle origini, un cerchio che si chiude. Ho frequentato il corso di fumetto alla Scuola di Comics pensando fosse il mestiere per me, visto che riempivo i quaderni di scuola di vignette e personaggi, ma poi, ritenendo di non esserci portata, decisi di dedicarmi all'illustrazione e all'animazione. Adesso che sto lavorando ad uno di questi libri per ragazzi ho riscoperto un mondo abbandonato e mi piacerebbe poter continuare in futuro. Magari scopro che non sono più così negata.

05. Generalmente, si dice che un'artista, in qualunque ambito si applichi, debba necessariamente essere "mentalmente ispirato" per concepire qualcosa di artisticamente valido...E' così anche nella tua professione o per meglio dire sei anche tu sottoposta a questa "legge" non scritta?

Premesso che, secondo me, un artista può fare il mio mestiere ma non necessariamente per fare questo mestiere bisogna essere degli artisti, io ritengo che nella mia professione prima della cosiddetta "ispirazione" siano necessari competenze tecniche, esperienza, metodo e capacità organizzativa. Poi è sempre gradito quel tocco in più che in studio chiamavamo "dono" ma che può essere più o meno presente a seconda dell'individuo e a seconda del momento. Ovviamente quando si parla di professione si parla di consegne e di scadenze, che non possono dipendere dall'ispirazione del momento. Personalmente, lavorando tutti i giorni ad un certo ritmo, se ho il "dono" meglio, che il lavoro scorre più fluido e gratificante, altrimenti la tecnica e le competenze acquisite devono essere sufficienti a consegnare nei tempi un prodotto dignitoso.

06. Dal 2005, ti sei dedicata all'illustrazione naturalistica con tecnica aerografo, collaborando alla componente grafica, presumo, di libri scientifici. Di cosa stiamo parlando nello specifico?

Parliamo principalmente di animali: gatti, cani, dinosauri. Soprattutto per i dinosauri non esistendo foto è utile l'illustrazione naturalistica per simulare come poteva essere l'animale reale. Con questa tecnica si riescono a rendere molto bene superfici e materiali tra cui anche il pelo o le squame. Le prime illustrazioni di questo tipo le ho realizzate affiancando l'illustratore Andrea Morandi da cui ho imparato ad usare l'aerografo e altri trucchi del mestiere, successivamente ho adottato questa tecnica anche per paesaggi e tavole di geografia.

 

07. Venendo all'aspetto più storico di questa intervista; nel 2010 pubblichi il libro illustrato "San Galgano e la Spada nella Roccia". Di cosa tratta questa pubblicazione, quali sono le caratteristiche salienti dell'opera e quale impegno ha richiesto da parte tua?

"San Galgano e la Spada nella Roccia" è la storia del cavaliere che abbandonò la vita militare piantando la sua spada nel terreno, spada tutt'ora visibile nella chiesetta di Montesiepi in Toscana. Per me è stata una bellissima esperienza perchè raccoglieva tematiche che, fino ad allora, avevo affrontato solo come lettrice o studentessa (le gesta dei cavalieri, il ciclo arturiano, le fiabe e gli amori cortesi). Avevo illustrato qualcosa a scuola e nel breve periodo dell'università, quando provai a dedicarmi alla storia medievale. Avevo cominciato una ricerca per una ‘tesina’ dedicata ad alcuni aspetti del mito del Santo Graal col professor Franco Cardini, ma poi, lavorando già in studio d'animazione, dovetti scegliere e scelsi il lavoro. San Galgano ha rappresentato una doppia opportunità per me: affrontare un argomento affascinante e familiare e mettere alla prova su qualcosa di mio tutto quello che avevo imparato sul lavoro.
Non è stato un lavoro spensierato, all'inizio non sapevo che risultato avrei ottenuto e le prime tavole le ho vissute con una certa ansia da prestazione. E' stato il primo lavoro indipendente di questo livello, ho usato tutto quello che volevo e come volevo, acquerello, aerografo, un po' di tutto. E soprattutto mi sono presa tutto il tempo che mi serviva, lavorando nei ritagli di tempo tra un lavoro e un altro, ma era importante che venisse bene.

 

Alcune illustrazioni che caratterizzano l'opera "San Galgano e la Spada nella roccia" - dal sito ufficiale mediaframe.it dove è possibile acquistare l'opera online - link diretto

08. Per quale motivo si è deciso di presentare ad un pubblico molto giovane, un libro che è si una favola, sotto taluni punti di vista, ma una novella incentrata comunque su un argomento importante sia dal punto di vista storico che da quello leggendario?. Vogliamo approfondire questi due aspetti e proprio in virtù di questo, quanto è stato importante affiancare ad una narrazione, una forte componente grafica come le tue stupende illustrazioni?

Intanto grazie per lo "stupende".
La decisione di imbarcarsi in questo progetto è nata quasi per caso grazie all'incoraggiamento di Don Vito, parroco di Montesiepi, che, saputa la mia professione mi ha suggerito di illustrare la vita fiabesca di San Galgano per i piccoli lettori. Sembrava un progetto piuttosto ambizioso ma Press & Archeos poteva pubblicarlo e Daniela Braccini era la persona giusta per adattare il racconto ad un giovane pubblico. Così ci siamo presi il tempo necessario ed abbiamo cercato di fare del nostro meglio per ottenere un libro che raccontasse una storia vera e leggendaria, sacra e mitologica, che piacesse ai bambini come a me piacque "La ricerca del Santo Gral" di M. Milani (letto e riletto!), "La leggenda di Sigfrido" di P. Cusumano e tanti altri che avevano l'unico difetto, per me bambina, di avere sempre troppo poche "figure". Da una parte spero che il nostro "Galgano" ne abbia abbastanza, dall'altro spero di lasciare il desiderio di vederne ancora.

09. Attualmente a cosa stai collaborando e quali sono i progetti futuri che bollono nella tua "pentola" creativa?

Da poco ho finito di illustrare il Libro Cuore per la Raffaello Editore, con una certa soddisfazione, devo ammettere, visto che è stato il primo lavoro che mi è stato commissionato per il mio stile dopo aver visto alcune illustrazioni di San Galgano. In questo momento, invece, sto illustrando a fumetti un librino sul pattinaggio sul ghiaccio. E' un lavoro a cui tengo molto sia, come ho detto sopra, per un mio piacere personale nel riaffrontare il fumetto, sia perchè ho la responsabilità di gestire personaggi che eredito da un fumettista che mi piace molto, Antonello Dalena. Sto cercando di fare del mio meglio. Tra una cosa e l'altra riesco a gestire dei brevi incarichi sempre con Rainbow (PopPixie) e altri committenti, ma solo grazie al contributo di una collega che, per fortuna, mi da pazientemente una mano tutte le volte che mi sovraccarico. Per il resto non ho progetti indipendenti impegnativi come "San Galgano", però continuo lentamente a coltivare il mio personaggio della Nutria che si manifesta solitamente in biglietti di auguri e piccole strisce umoristiche. Ci tengo a menzionarlo così si spiega sia il logo del mio sito (Muskat) e le varie gif di nutrie che lo compongono.

 


Muskat Lab il sito ufficiale di Alice Rossi - link

Muskat Lab il blog ufficiale di Alice Rossi - link

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Pubblicazione articolo - 11 luglio 2011

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