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Vincenzo Pastorelli, in arte Hephestus: la ricerca e lo studio per la creazione di perfette repliche di armi ed armamenti dell'antichità.
articolo a cura di Andrea Rocchi C. fotografie gentilmente concesse da Vincenzo Pastorelli - Copyright © 2009 hephestus sito di riferimento: www.hephestus.net
Con immenso piacere il "Talento nella Storia" incontra Vincenzo Pastorelli... ROCCHI: "Vincenzo Pastorelli, in arte "Hephestus" dal nome del dio del fuoco della mitologia greco-romana, nato in Australia ma residente nella provincia bolognese, esperto nell'arte della lavorazione dei metalli applicata nello specifico alla creazione di sorprendenti e meravigliose nonché perfette riproduzioni di armi ed accessori dell'antichità. Come nascono in Lei, in primis la competenza nell'ambito della carpenteria metallica, poi la passione per l'antichità?".
PASTORELLI: "La competenza e l’amore per lo studio
sull’elaborazione e trasformazione dei metalli, credo fosse già nel mio
codice genetico. Si è palesata in me contestualmente con l’inizio della
mia fase tattile, infatti, sin da piccolo, il mio giocattolo preferito
era il martello e qualcosa di metallico che potesse cambiare forma dopo
le mie “performance”. In età di studio sono stato sempre e più
intensamente attratto dalle materie inerenti le tecnologie e le
meccaniche dei metalli ma la fase più importante della mia formazione è
sicuramente da attribuire alla fortunata frequenza di un vecchio mastro
fabbro che mi ha insegnato tecniche e discipline per domare e
trasformare il ferro. Dopo il diploma di perito meccanico la scelta
lavorativa sul pratico era d’obbligo. Nel 1985 ho cominciato a fare il
fabbro e lo faccio tuttora.
A sinistra, interpretazione e ricostruzione di pugnale proveniente dalla tomba di un guerriero a Sesto Calende. A destra replica empirica dello scudo presente nella tomba 107, Necropoli di Monte Tamburino - Monte Bibele, esposizione - Museo "Luigi Fantini" Monterenzio - Bologna - Copyright © 2009 hephestus *** ROCCHI: "Lei collabora con musei, storici, studiosi, archeologi, gruppi di sperimentazione archeologica e quanto altro a testimonianza della validità del suo operato. In cosa consistono concretamente queste collaborazioni e tra le tante nel suo "curriculum vitae", quale Le ha dato maggiori soddisfazioni?". PASTORELLI: "E’ difficile collocare su una scala di gradimento le soddisfazioni che hanno alimentato il mio curriculum ma è sicuramente grazie a tutti gli uomini e le donne che hanno riempito il mio spazio costruttivo e informativo che oggi posso ritenermi fortunato. La collaborazione è crescente per lo spirito della scoperta e la sete di sapere che alimenta qualsiasi essere intelligente. Il primo vero approccio con il mondo accademico lo devo all'importante sinergia che si è venuta a creare con il Prof. Daniele Vitali, con il quale ho stretto una bellissima amicizia. Tra noi si è da subito instaurata un’intesa creativa che ci ha permesso di regalare al museo dei celti e degli etruschi di Monterenzio, una sezione tattile per non vedenti composta da circa 30 riproduzioni di reperti fedeli agli originali. La disponibilità e le fonti fornite da Vitali e dal suo ottimo staff, nonché dal restauratore del museo mi hanno permesso, sicuramente di esprimere il mio lavoro al meglio, ma sopratutto di creare quella linea di congiunzione che da sempre ha tenuto distanti mondo accademico e rievocazione. Spero che questa nuova visione abbia larga espansione".
Nella foto Pastorelli durante l'inaugurazione del percorso tattile per non vedenti e ipovedenti realizzato in collaborazione con l'Istituto per ciechi "Francesco Cavazza" di Bologna - foto Gian Battista Fiorani ***
ROCCHI:
"Tengo a sottolineare che Lei coniuga la capacità
di lavorare i metalli ad una seria e sempre costante ricerca
archeologica nell'ottica della sperimentazione archeologica. Dunque
sperimentazione di tecniche di lavorazione e creazione di riproduzioni
perfette; come avviene questo percorso, in cosa si concretizzano tali
"sperimentazioni", quali le fonti, gli studi, le ricerche alla base di
questo percorso?".
A sinistra: Progetto "Museo Tattile a Monterenzio" replica del corredo della tomba 107, Necropoli di Monte Tamburino - Monte Bibele - replica di spada in confronto con il reperto archeologico - Copyright © 2009 hephestus A destra: Vincenzo Pastorelli durante la conferenza "Le armi dei Celti tra archeologia e sperimentazione" al Museo Civico Archeologico di Bologna - foto Gian Battista Fiorani *** ROCCHI: "Le Sue preziose creazioni, trovano massimo apprezzamento tra i gruppi di rievocazione storica. Cosa può dirmi del rapporto fabbro-rievocatore, quali sono gli oggetti che Le vengono più richiesti, quali quelli che vengono tenuti più in considerazione? Ed infine mi tolga una curiosità...Le è mai capitato di dover riparare equipaggiamenti danneggiati in seguito a rievocazioni di battaglie e quanto altro?".
PASTORELLI: "La
passione per la rievocazione storica è direttamente proporzionale e
strettamente legata al lavoro di ricostruttore. Indubbiamente molti
rievocatori e, in alcuni casi, interi gruppi sono stati “armati” da me.
Spada celtica con impugnatura in legno di ulivo e decorazioni in ferro, rame ed ottone - copyright © 2009 hephestus
Strigile - copyright © 2009 hephestus ***
PASTORELLI: "Con l’istituto Ars Dimicandi è stato amore a prima vista e sicuramente è stata la tappa fondamentale per lo sviluppo del mio lavoro. Una bella famiglia composta di persone responsabili e costruttive. Sono i miei Fratelli. Con Loro e con Dario Battaglia in primis ho avuto la possibilità di crescere e di sperimentare le mie potenzialità. Il lavoro con Ars Dimicandi non si può definire semplicemente rievocazione. Quando si entra in arena con 3/4000 spettatori che urlano, incitano e che si aspettano che tu combatta con onore, finisce la rievocazione e nasce un altro sentimento. Si respira l’antico. Si odora e si comprende l’antico. La prolusione nei combattimenti (con armi in ferro senza filo e senza punta) evita, non sempre, le ferite ma porta i nostri duelli a livelli di contatto pieno altamente veritieri. La ricerca continua e l’assidua sperimentazione sul campo sono l’alimento fondamentale dell’istituto. Diverse sono state le pubblicazioni scientifiche e l’ultimo importante trattato, il “De Rebus Gladiatoriis”, che ci svela, in maniera molto analitica e documentata, le origini, le derivazioni e le evoluzioni delle figure gladiatorie. Ars Dimicandi è un istituto senza scopi di lucro e mette a disposizione di tutti, oltre alla dotazione di armamenti, tutta la competenza derivata da anni di ricerca e sperimentazione. Mi occupo spesso dei progetti e realizzazione di armamenti ed armi per l’istituto, ma non da solo. Ogni elemento del gruppo apporta le proprie competenze e di conseguenza c’è chi si occupa del cuoio, chi del legno e chi delle stoffe. Una grande bella squadra. Ars Dimicandi, una bellissima e fondamentale esperienza!!!".
Nelle foto Vincenzo Pastorelli in azione come "Retiarus" - Copyright © 2009 hephestus ***
PASTORELLI:
"L’elmo in cuoio riprodotto per il Parco delle Terramare a Montale è
stata un’altra bella impresa anche perché, fino ad allora, i miei campi
di intervento si limitavano ai metalli ed ai legni. In occasione di una
fiera della rievocazione dove esponevo alcuni lavori per il museo
archeologico “Luigi Fantini” di Monterenzio, incontrai la dott.ssa
Zanasi del museo civico archeologico di Modena che mi sottopose il
progetto. Dopo qualche settimana fu creato un gruppo di lavoro con
alcuni archeologi del museo tra i quali anche la stessa Zanasi e il
Prof. Cardarelli. Ci fornirono le fonti di riferimento consistenti
in disegni e relazioni inerenti ad una tomba del periodo. Ci alzammo dal
tavolo con le idee molto chiare sul risultato finale ma a noi spettava
studiare le tecniche, i collanti, gli spessori e la realizzazione degli
accessori di bronzo. L’elemento principale,
la calotta in cuoio è stato preformato
per bollitura su stampi a grandezza variabile. Le due calotte
sormontabili fanno si che nelle forature perimetrali possono sbucare le
borchie di bronzo senza permetterne la fuoriuscita. La colla di pesce,
lunga da lavorare, ha unito egregiamente le due calotte formando uno
spessore complessivo di 8 mm di cuoio bollito, resistente agli urti. La
disposizione e il numero delle borchie (diam 16mm) è stato determinato
dai disegni di rilievo di scavo che ne evidenzia la disposizione
originale. Nella foto sopra riproduzione di elmo in cuoio con borchie in bronzo. Elaborazione di reperti del XV sec.a.C. esposto nel parco archeologico della Terramara di Montale - Copyright © 2009 hephestus ***
In ordine, elmo gladiatorio "Myrmillo" - elmo gladiatorio "Provocator" - elmo Montefortino con corna Copyright © 2009 hephestus ***
ROCCHI:
"In
chiusura, vorrei mi parlasse, senza approfondire troppo, in quanto
vorrei tornarci prossimamente, sul progetto "Gallia Gaesata" di
cui Lei insieme al Dott. Canestrelli e al Cav. Malato è uno dei soci
fondatori". *** ROCCHI: "Hephestus che progetti ha per il prossimo futuro? Quali nuove creazioni sono in essere e quali sviluppi potrebbero avere tutte le attività a Lei correlate nell'ambito delle tante e valide collaborazioni?". PASTORELLI: "Un progetto per il prossimo futuro è sicuramente la realizzazione di una mostra itinerante sugli armamenti gladiatori e militari e loro modifiche ed evoluzioni nel corso dei secoli, strettamente legati al “De Rebus Gladiatoriis”. Nuove creazioni sono in fase di studio e non voglio fare anticipazioni poiché il progetto sopra descritto implicherà tempo ed impegno e non vorrei deludere o illudere. Gli sviluppi? Spero solo che il mio lavoro, come quello di tanti altri bravissimi ricostruttori, riesca a guidare con più precisione alla comprensione della storia e l’archeologia". link correlati: Il sito ufficiale di Vincenzo Pastorelli - www.hephestus.net Il sito del progetto "Gallia Gaesata" - www.fianna-ap-palug.com Il sito di Ars Dimicandi - www.arsdimicandi.net
pubblicazione: 30 aprile 2011 Questa intervista non può essere riprodotta, nemmeno parzialmente, ne importata in altri siti o in qualunque altro contenitore d'informazione, senza la specifica autorizzazione dell'autore e della persona o persone alle quali l'intervista è stata rivolta. Copyright © 2010 Talento nella Storia
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