Vincenzo Pastorelli, in arte Hephestus: la ricerca e lo studio per la creazione di perfette repliche di armi ed armamenti dell'antichità.

 

articolo a cura di Andrea Rocchi C.

fotografie gentilmente concesse da Vincenzo Pastorelli - Copyright © 2009 hephestus

sito di riferimento: www.hephestus.net

Vincenzo Pastorelli "Hephestus" è nato in Australia, di origini abruzzesi. Vive a Bononia (Bologna) ove dall'84 svolge con passione la professione di fabbro e carpentiere del metallo, derivato da una formazione di maturità superiore come Perito meccanico, Capo Tecnico, disegnatore, nonchè da specializzazioni professionali di "arte del ferro battuto" e tecnologia applicata ai metalli. La passione per l'antichità, l'esperienza negli sport da combattimento e la grande competenza nell'ambito della carpenteria metallica, lo avvicina ad "ArsDimicandi", con cui dal 2003/04 inizia una strettissima collaborazione che lo proietta rapidamente come Retiarius (in questo campo conosciuto come Hyrpus) nelle arene principali d'Europa (Italia, Spagna, Germania), conseguendo importantissimi successi. Attualmente ricopre la carica di socio fondatore. Le collaborazioni con musei, storici, archeologi e gruppi di sperimentazione archeologica, a livello nazionale ed internazionale, hanno contribuito ad allargare le sue conoscenze in campo ricostruttivo. E' uno dei tre membri fondatori del progetto "Gallia Gaesata" insieme al Dott. Gioal Canestrelli ed Alessandro Malato. Attualmente collabora con quasi tutti i gruppi di rievocazione storica. Tra le tante esposizioni alle quali Vincenzo ha partecipato con le sue creazioni si ricordano quella tenuta al museo del coltello di Pattada (SS) durante l'VIII mostra del coltello "Prendas Attalzadas - Gioielli taglienti"  e quella di repliche di armi per esposizione, tenuta al Museo "Luigi Fantini" di Monterenzio (Bologna). Dal sito www.hephestus.net

Con immenso piacere il "Talento nella Storia" incontra Vincenzo Pastorelli...

ROCCHI: "Vincenzo Pastorelli, in arte "Hephestus" dal nome del dio del fuoco della mitologia greco-romana, nato in Australia ma residente nella provincia bolognese, esperto nell'arte della lavorazione dei metalli applicata nello specifico alla creazione di sorprendenti e meravigliose nonché perfette riproduzioni di armi ed accessori dell'antichità. Come nascono in Lei, in primis la competenza nell'ambito della carpenteria metallica, poi la passione per l'antichità?".

PASTORELLI: "La competenza e l’amore per lo studio sull’elaborazione e trasformazione dei metalli, credo fosse già nel mio codice genetico. Si è palesata in me contestualmente con l’inizio della mia fase tattile, infatti, sin da piccolo, il mio giocattolo preferito era il martello e qualcosa di metallico che potesse cambiare forma dopo le mie “performance”. In età di studio sono stato sempre e più intensamente attratto dalle materie inerenti le tecnologie e le meccaniche dei metalli ma la fase più importante della mia formazione è sicuramente da attribuire alla fortunata frequenza di un vecchio mastro fabbro che mi ha insegnato tecniche e discipline per domare e trasformare il ferro. Dopo il diploma di perito meccanico la scelta lavorativa sul pratico era d’obbligo. Nel 1985 ho cominciato a fare il fabbro e lo faccio tuttora.
La passione per l’antichità nasce dall’amore per la storia e nello specifico dall’ “arte del combattimento antico” quindi, di conseguenza, per tutte le armi dell’antichità".

 

      A sinistra, interpretazione e ricostruzione di pugnale proveniente dalla tomba di un guerriero a Sesto Calende.

A destra replica empirica dello scudo presente nella tomba 107, Necropoli di Monte Tamburino - Monte Bibele, esposizione - Museo "Luigi Fantini" Monterenzio - Bologna - Copyright © 2009 hephestus

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ROCCHI: "Lei collabora con musei, storici, studiosi, archeologi, gruppi di sperimentazione archeologica e quanto altro a testimonianza della validità del suo operato. In cosa consistono concretamente queste collaborazioni e tra le tante nel suo "curriculum vitae", quale Le ha dato maggiori soddisfazioni?".

PASTORELLI: "E’ difficile collocare su una scala di gradimento le soddisfazioni che hanno alimentato il mio curriculum ma è sicuramente grazie a tutti gli uomini e le donne che hanno riempito il mio spazio costruttivo e informativo che oggi posso ritenermi fortunato. La collaborazione è crescente per lo spirito della scoperta e la sete di sapere che alimenta qualsiasi essere intelligente. Il primo vero approccio con il mondo accademico lo devo all'importante sinergia che si è venuta a creare con il Prof. Daniele Vitali, con il quale ho stretto una bellissima amicizia. Tra noi si è da subito instaurata un’intesa creativa che ci ha permesso di regalare al museo dei celti e degli etruschi di Monterenzio, una sezione tattile per non vedenti composta da circa 30 riproduzioni di reperti fedeli agli originali. La disponibilità e le fonti fornite da Vitali e dal suo ottimo staff, nonché dal restauratore del museo mi hanno permesso, sicuramente di esprimere il mio lavoro al meglio, ma sopratutto di creare quella linea di congiunzione che da sempre ha tenuto distanti mondo accademico e rievocazione. Spero che questa nuova visione abbia larga espansione".

Nella foto Pastorelli durante l'inaugurazione del percorso tattile per non vedenti e ipovedenti realizzato in collaborazione con l'Istituto per ciechi "Francesco Cavazza" di Bologna - foto Gian Battista Fiorani

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ROCCHI: "Tengo a sottolineare che Lei coniuga la capacità di lavorare i metalli ad una seria e sempre costante ricerca archeologica nell'ottica della sperimentazione archeologica. Dunque sperimentazione di tecniche di lavorazione e creazione di riproduzioni perfette; come avviene questo percorso, in cosa si concretizzano tali "sperimentazioni", quali le fonti, gli studi, le ricerche alla base di questo percorso?".

PASTORELLI: "Ricostruire è un’arte e va coltivata ed arricchita come qualsiasi altra espressione artistica. Per far sì che una ricostruzione sia verosimile è “obbligatorio” perfezionare le antiche tecniche di lavorazione compreso la ricostruzione degli strumenti di lavoro. Questo grazie alla ricerca continua e alla consultazione di documentazioni. Fondamentali sono le collaborazioni con archeologi, restauratori, sperimentatori e rievocatori. Tutti elementi importanti per accedere ad informazioni che permettano di ricostruire oggetti fedeli agli originali. Il percorso non è mai facile ma grazie alla costanza, alla collaborazione e alla fiducia che si instaura in un gruppo di lavoro il risultato e quasi sempre garantito".

 

A sinistra: Progetto "Museo Tattile a Monterenzio" replica del corredo della tomba 107, Necropoli di Monte Tamburino - Monte Bibele - replica di spada in confronto con il reperto archeologico - Copyright © 2009 hephestus

PER APPROFONDIRE

A destra: Vincenzo Pastorelli durante la conferenza "Le armi dei Celti tra archeologia e sperimentazione" al Museo Civico Archeologico di Bologna -  foto Gian Battista Fiorani

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ROCCHI: "Le Sue preziose creazioni, trovano massimo apprezzamento tra i gruppi di rievocazione storica. Cosa può dirmi del rapporto fabbro-rievocatore, quali sono gli oggetti che Le vengono più richiesti, quali quelli che vengono tenuti più in considerazione? Ed infine mi tolga una curiosità...Le è mai capitato di dover riparare equipaggiamenti danneggiati in seguito a rievocazioni di battaglie e quanto altro?".

PASTORELLI: "La passione per la rievocazione storica è direttamente proporzionale e strettamente legata al lavoro di ricostruttore. Indubbiamente molti rievocatori e, in alcuni casi, interi gruppi sono stati “armati” da me.
Il rapporto con i rievocatori è speciale, spesso è necessario coniugare la “filologicità” di una ricostruzione di spada con le esigenze di legge soprattutto in materia di antinfortunistica senza far perdere al manufatto le caratteristiche fondamentali. Questo rappresenta per me una scommessa continua che mi premia con enormi soddisfazioni.               Si, mi da’ soddisfazione aiutare i rievocatori nella realizzazioni dei loro armamenti.                              Faccio archeologia sperimentale e di conseguenza le ricostruzioni per tale scopo, spesso, prevedono una resistenza agli urti superiore del semplice cozzare in una rievocazione di battaglia. Difficilmente mi è capitato di riparare qualche mio lavoro ma sicuramente, a volte, ne ho ripresi nella mia officina per migliorarne le funzionalità".

Spada celtica con impugnatura in legno di ulivo e decorazioni in ferro, rame ed ottone -  copyright © 2009 hephestus

Strigile -  copyright © 2009 hephestus

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ROCCHI: "Ars Dimicandi...una tappa fondamentale nel Suo cammino. Con questa importante Associazione, Lei collabora dal 2003, ricoprendo anche il ruolo di "Retiarius" (classe gladiatoria dell'antica Roma) esibendosi come rievocatore nelle arene principali d'Europa. Cosa può dirmi riguardo "Ars Dimicandi", la sua esperienza di rievocatore sul campo, la collaborazione con questo grande Gruppo Storico, attivo anche nella ricerca e sperimentazione archeologica?

PASTORELLI: "Con l’istituto Ars Dimicandi è stato amore a prima vista e sicuramente è stata la tappa fondamentale per lo sviluppo del mio lavoro. Una bella famiglia composta di persone responsabili e costruttive. Sono i miei Fratelli. Con Loro e con Dario Battaglia in primis ho avuto la possibilità di crescere e di sperimentare le mie potenzialità. Il lavoro con Ars Dimicandi non si può definire semplicemente rievocazione. Quando si entra in arena con 3/4000 spettatori che urlano, incitano e che si aspettano che tu combatta con onore, finisce la rievocazione e nasce un altro sentimento. Si respira l’antico. Si odora e si comprende l’antico. La prolusione nei combattimenti (con armi in ferro senza filo e senza punta) evita, non sempre,  le ferite ma porta i nostri duelli a livelli di contatto pieno altamente veritieri. La ricerca continua e l’assidua sperimentazione sul campo sono l’alimento fondamentale dell’istituto.  Diverse sono state le pubblicazioni scientifiche e l’ultimo importante trattato, il “De Rebus Gladiatoriis”, che ci svela, in maniera molto analitica e documentata, le origini, le derivazioni e le evoluzioni delle figure gladiatorie. Ars Dimicandi è un istituto senza scopi di lucro e mette a disposizione di tutti, oltre alla dotazione di armamenti, tutta la competenza derivata da anni di ricerca e sperimentazione. Mi occupo spesso dei progetti e realizzazione di armamenti ed armi per l’istituto, ma non da solo. Ogni elemento del gruppo apporta le proprie competenze e di conseguenza c’è chi si occupa del cuoio, chi del legno e chi delle stoffe. Una grande bella squadra. Ars Dimicandi, una bellissima e fondamentale esperienza!!!".

 

Nelle foto Vincenzo Pastorelli in azione come "Retiarus" - Copyright © 2009 hephestus

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ROCCHI: "Una delle ultime creazioni da Lei realizzate è uno stupendo elmo in cuoio del XV secolo a.C. Quali fonti storico-archeologiche sono alla base di questo lavoro, quali studi e ricerche sono stati necessari e come è avvenuto il processo di riproduzione di questa opera? C'è stata qualche difficoltà particolare?".

PASTORELLI: "L’elmo in cuoio riprodotto per il Parco delle Terramare a Montale è stata un’altra bella impresa anche perché, fino ad allora, i miei campi di intervento si limitavano ai metalli ed ai legni. In occasione di una fiera della rievocazione dove esponevo alcuni lavori per il museo archeologico “Luigi Fantini” di Monterenzio, incontrai la dott.ssa Zanasi del museo civico archeologico di Modena che mi sottopose il progetto. Dopo qualche settimana fu creato un gruppo di lavoro con alcuni archeologi del museo tra i quali anche la stessa Zanasi e il Prof. Cardarelli. Ci fornirono le fonti di riferimento consistenti in disegni e relazioni inerenti ad una tomba del periodo. Ci alzammo dal tavolo con le idee molto chiare sul risultato finale ma a noi spettava studiare le tecniche, i collanti, gli spessori e la realizzazione degli accessori di bronzo.  L’elemento principale, la calotta in cuoio è stato preformato per bollitura su stampi a grandezza variabile. Le due calotte sormontabili fanno si che nelle forature perimetrali possono sbucare le borchie di bronzo senza permetterne la fuoriuscita. La colla di pesce, lunga da lavorare, ha unito egregiamente le due calotte formando uno spessore complessivo di 8 mm di cuoio bollito, resistente agli urti. La disposizione e il numero delle borchie (diam 16mm) è stato determinato dai disegni di rilievo di scavo che ne evidenzia la disposizione originale.
La presenza di un piccolo groviglio in lamina di bronzo ci ha indicato l’esatta legatura, posta nella sommità dell’elmo, per un possibile cimiero. Ci siamo procurati il crine di cavallo e abbiamo assemblato e legato anche questo altro elemento decorativo. Il paranuca è stato un elemento aggiuntivo frutto anche di esperienza sul campo della sperimentazione sul combattimento. Infatti, risulta fondamentale per il bilanciamento e l’avvolgimento al capo dell’elmo, nonché per una essenziale protezione della nuca. La posizione diversa di ulteriori quattro borchie in bronzo ci ha condotti alla certezza dell’esistenza di paraguance ( o paragnatidi). Pertanto, studiando elementi dello stesso periodo, abbiamo disegnato una verosimile foggia per quest’ultimo elemento. L’elmo era finito. Soddisfazione immensa e riconoscimenti molto graditi. Ringraziamo ancora il Prof.Cardarelli, la Dott.ssa Zanasi , la Dott.ssa Pulini (direttrice del museo) e tutto lo staff che ci ha supportato e per la fiducia che ci hanno riservato".

Nella foto sopra riproduzione di elmo in cuoio con borchie in bronzo. Elaborazione di reperti del XV sec.a.C. esposto nel parco archeologico della Terramara di Montale - Copyright © 2009 hephestus  

PER APPROFONDIRE

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In ordine, elmo gladiatorio "Myrmillo" - elmo gladiatorio "Provocator" - elmo Montefortino con corna        

Copyright © 2009 hephestus

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ROCCHI: "In chiusura, vorrei mi parlasse, senza approfondire troppo, in quanto vorrei tornarci prossimamente, sul progetto "Gallia Gaesata" di cui Lei insieme al Dott. Canestrelli e al Cav. Malato è uno dei soci fondatori".

PASTORELLI: "Il progetto è stato creato per studiare e sperimentare le tecniche di combattimento in duello ed in formazione dei celti dal IV° al I sec. aC. Il Cav. Malato è un riconosciuto maestro di novascrimia nonché cultore e praticante di tecniche di combattimento antico e marziale. Il Dott. Canestrelli cultore di storia antica ed impegnato studioso e rievocatore dei Celti. Infine io in qualità di ricostruttore di armi ed armamenti nonché praticante di tecniche di combattimento antico e marziale. Il progetto consiste nel ricostruire armamenti ed armi di intere formazioni e studiarne le possibili movimentazioni con relativi approcci di combattimento.
Tanti validissimi uomini hanno aderito a questo progetto che, lentamente, sta maturando frutti".

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ROCCHI: "Hephestus che progetti ha per il prossimo futuro? Quali nuove creazioni sono in essere e quali sviluppi potrebbero avere tutte le attività a Lei correlate nell'ambito delle tante e valide collaborazioni?".

PASTORELLI: "Un progetto per il prossimo futuro è sicuramente la realizzazione di una mostra itinerante sugli armamenti gladiatori e militari e loro modifiche ed evoluzioni nel corso dei secoli, strettamente legati al “De Rebus Gladiatoriis”. Nuove creazioni sono in fase di studio e non voglio fare anticipazioni poiché il progetto sopra descritto implicherà tempo ed impegno e non vorrei deludere o illudere. Gli sviluppi? Spero solo che il mio lavoro, come quello di tanti altri bravissimi ricostruttori, riesca a guidare con più precisione alla comprensione della storia e l’archeologia".

link correlati:

Il sito ufficiale di Vincenzo Pastorelli - www.hephestus.net

Il sito del progetto "Gallia Gaesata" - www.fianna-ap-palug.com

Il sito di Ars Dimicandi - www.arsdimicandi.net

 pubblicazione: 30 aprile 2011

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